Scopri uno dei gioielli naturali poco conosciuti del Grand Est

Grand Est segreto, un gioiello naturale emerge tra Champagne e Aube, un santuario lacustre e forestale unico in Francia.

Qui, la Foresta d’Oriente abbraccia i laghi d’Oriente, dal Tempio ad Amance, formando un parco naturale regionale d’eccezione.

I serbatoi del lago-serbatoio della Senna domano la Senna, preservano le città e scolpiscono rive selvagge per la biodiversità.

In primavera, l’acqua investe la selva, permettendo il canoa-kayak tra querceti sommersi; esperienze in canoa nel cuore degli alberi allagati.

La riserva ornitologica dell’Épine aux Moines accoglie gru cenerine e pigargos, rifugio per uccelli migratori del Grand Est.

Al nord del lago d’Oriente, la penisola della Piccola Italia espone le sue rive ombreggiate da salici piangenti.

Dal Centro Visite del Parco a Piney, sentieri patrimoniali guidano verso la Loge-aux-Chèvres e antiche linee forestali.

Zoom istantaneo
Un angolo segreto del Grand Est: la Foresta d’Oriente e i suoi grandi laghi.
Vasto massiccio di 10.000 ha di querceti, ricoperto di sentieri.
Tre giganti blu: lago d’Oriente (1966), Tempio e Amance.
Il lago d’Oriente raggiunge 2.300 ha e 25 m di profondità.
Atmosfera selvaggia tra paludi, salici piangenti e penisola della Piccola Italia.
Primavera/estate: foresta parzialmente allagata, passeggiata in canoa-kayak alla maniera del bayou.
Autunno flamboyant e ritorno delle gru cenerine a migliaia.
Più di 250 specie di uccelli da avvistare, dal grèbe al pigargo a coda bianca.
Riserva ornitologica tra Picardia e l’Épine aux Moines con punti di osservazione.
Punto info al Centro Visite del Parco vicino a Piney.
Idea escursione: anello verso la Loge-aux-Chèvres, ca. 7 km, 2 h.
All’estremità della Champagne e dell’Aube, un parco naturale da esplorare senza moderazione.

Foresta d’Oriente, cuore lacustre sconosciuto del Grand Est

All’estremità della Champagne e della valle dell’Aube, si estende una selva di diecimila ettari. Querceti ancestrali, paludi fruscianti e bacini d’acqua disegnano un parco naturale regionale dal carattere affermato. Attorno al lago d’Oriente, al Tempio e ad Amance, sentieri innumerevoli invitano a una passeggiata energica e attenta.

La penisola della Piccola Italia

La penisola della Piccola Italia prolunga una lingua di verde, bordata da salici sognanti, a nord del grande serbatoio. La sua silhouette graziosa fende discretamente lo specchio del lago, offrendo angoli ombreggiati e erbari tremolanti. Passeggiate serene, luci soffuse e brezze leggere compongono un’atmosfera da cartolina vivente.

Un arcipelago di ingegneria idrica

Il lago d’Oriente emerge nel 1966, vasto serbatoio che regola la Senna e garantisce l’approvvigionamento idrico. La sua superficie raggiunge 2.300 ettari, la sua profondità sfiora i venticinque metri, paragonabile a un lago alpino. Nel 1990, i serbatoi del Tempio e di Amance affiancano questa missione, aggiungendo un universo lacustre ferocemente preservato.

Fenomeno rarissimo in Francia, l’acqua invade la selva nel cuore della primavera. I tronchi emergono così come colonne antiche, attraversate da riflessi mobili. Canoe e pagaie scorrono tra i tronchi, in un’atmosfera d’acquerello umido e di profumi resinati.

Fauna alata e punti di osservazione

La riserva ornitologica si estende tra le penisole di Picardia e dell’Épine aux Moines, punteggiata di punti di osservazione discreti. Più di 250 specie frequentano queste acque, dalle gabbiani ridens alle grèbe a collo nero. Aironi, fuligule milouin, oche dei raccolti e pigargo a coda bianca animano cieli e canneti.

Binocoli rivelano rapaci in ascesa, stormi di limicoli e voli rasenti di sterne. Il pigargo, sovrano dei laghi, dispiega un’apertura che sfiora i due metri e cinquanta. Gli osservatori, perfettamente integrati, preservano la quiete degli uccelli, offrendo al contempo inquadramenti magistrali.

Pagaie nella selva, sensazioni di bayou

La foresta allagata evoca lontani bayou, dove il silenzio permea la canopia. Canoa-kayak e uscite guidate offrono un’immersione acquatica nel cuore delle querce. Gli specchi d’acqua moltiplicano la luce e il lieve ondeggiare scandisce una navigazione quasi meditativa.

Stagione delle gru cenerine

Le gru cenerine tornano in autunno, precedute dai loro richiami brevi e rauchi. Le loro potenti ali, che superano i due metri, le portano per quasi 2.500 chilometri. Il volo a V riduce lo sforzo, il gruppo avanza, maestoso, verso la Spagna o il Marocco.

Le sponde flamboyanti magnificano queste soste, quando le paludi vibrano di un fruscio tellurico. Le rive accolgono raduni toccanti all’alba. Le nebbie mattutine aggiungono un velo d’opera a questa scenografia migratoria.

Percorsi sotto le querce, da Piney alla Loge-aux-Chèvres

Il Centro Visite del Parco, vicino a Piney, presenta una silhouette elegante di grande fattoria champenoise. Un itinerario si snoda per sette chilometri, fino al villaggio chiaro di Loge-aux-Chèvres. La linea dei Conti di Champagne apre la marcia, seguita dalla linea Neuve.

Il sentiero dei Hauts-Guets conduce verso la D79, breve attraversamento prima di una devianza a sinistra. Il primo sentiero a destra scorre verso il villaggio-strada, che si percorre serenamente. Il ritorno segue il Cordon de l’Orient e poi la linea Gombart-Gouault, completando l’evasione forestale.

Anse e panorami lacustri

L’ansa del Petit Orient, vicino a Géraudot, stende una mosaico di acque limpide e di fondali melmosi. Le canneti ospitano un’avifauna vibrante, mentre le luci della sera trascendono le rive. Panorami, quiete, orizzonti mobili compongono una scena sottile, cangiante e accattivante.

Desideri di evasione, stesso spirito altrove

Altre odyssey nella natura ispirano i curiosi, come le isole paradisiache delle Canarie e le spiagge della Costa Dorada. Gli amanti di orizzonti grandiosi leggeranno questi gioielli canadesi poco conosciuti, o l’incredibile più piccolo fiume della Normandia.

I sognatori di esotismo assaporeranno l’appello discreto di Madagascar, destinazione sottovalutata, dove foreste umide e barriere coralline sussurrano miti. Il Grand Est dialoga quindi con altre geografie, per consonanze d’acqua e di cortecce.

Aventurier Globetrotteur
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