Turismo e clima: la questione essenziale sull’impatto carbonico dei viaggi secondo François Gemenne

IN BREVE

  • Il turismo rappresenta circa il 10% dell’economia mondiale e 4 gigatonnellate di emissioni di gas a effetto serra.
  • Tra il 2009 e il 2019, l’impronta di carbonio turistica è aumentata del 40%.
  • Il modo di trasporto (aereo, auto) concentra il 70% dell’impatto di carbonio dei viaggi.
  • Iniziative innovative: viaggi in veicoli elettrici, treno e incentivi come a Copenaghen.
  • La démocratisazione del viaggio rischia di aumentare ulteriormente queste emissioni.
  • Soluzioni: soggiorni più lunghi, destinazioni vicine e riduzione del prezzo del treno.
  • La scelta del viaggio deve giustificare la sua impronta di carbonio e arricchire grazie all’esperienza o alla scoperta.

Nel momento in cui il mondo intero si interroga sulle conseguenze ambientali delle proprie abitudini di consumo, la relazione tra turismo e clima si presenta come una questione centrale. Mentre le emissioni di gas a effetto serra correlate all’attività turistica non fanno che aumentare, la ripresa fulminea del settore dopo il Covid solleva nuove interrogative sulla responsabilità dei viaggiatori e su come sia possibile conciliare la scoperta del mondo e il rispetto del pianeta. Secondo l’esperto François Gemenne, si tratta di una riflessione delicata che tocca sia questioni sociali che economiche ed etiche. Questo articolo analizza l’impatto di carbonio del turismo, le sfide da affrontare e le possibilità di evoluzione per viaggiare diversamente.

Turismo e clima: questioni di un dilemma globale

Il turismo rappresenta una parte significativa dell’economia mondiale con un’impronta di carbonio che ne è conforme: circa il 10% delle emissioni globali di gas a effetto serra provengono dal settore. Di fronte alla recrudescenza degli spostamenti dopo la pandemia, combinata con il fatto che il 2024 si sta rivelando essere l’anno più caldo mai registrato, la pressione aumenta per reinventare i modi di viaggiare. Secondo François Gemenne, se il settore del turismo è spesso preso di mira, riflette soprattutto un dilemma sociale: come continuare a rendere le vacanze accessibili, mantenendo sotto controllo il loro impatto ambientale?

L’impronta di carbonio del viaggio, una questione di mezzi di trasporto

Quasi il 70% dell’impronta di carbonio del turismo è concentrata nel trasporto dei viaggiatori. L’aereo, in particolare, è regolarmente preso di mira, mentre l’auto svolge anch’essa un ruolo significativo. Per ulteriori informazioni sulla regolamentazione e sui costi legati al trasporto aereo, consulta questo articolo. Le iniziative per ridurre l’impronta di carbonio passano principalmente attraverso una riflessione sui mezzi di trasporto alternativi, come la sperimentazione di percorsi con veicoli elettrici o abbinando treno e nave per coprire lunghe distanze.

Questioni di equità e nuova visione del viaggio

Il dibattito sul turismo sostenibile sottolinea anche una realtà sociale: il viaggio lontano è una pratica riservata a una minoranza. Nel 2023, solo un quarto dei francesi è partito all’estero, mentre il 30% non ha preso affatto vacanze. Anche se la domanda globale non fa che crescere, in particolare tra le classi medie emergenti, rimane fondamentale ripensare all’accessibilità delle vacanze senza aggravare l’impronta di carbonio.

Quando il viaggio diventa la destinazione

Emergono soluzioni alternative, in cui il tempo di spostamento si integra pienamente nell’esperienza del viaggio. Così, privilegiando il treno e la nave, come fanno alcuni viaggiatori per raggiungere destinazioni lontane, si offre un modo di viaggiare più rispettoso e arricchente. Le guide che invitano a ripensare il viaggio, come “E se tornassimo al nostro paese in treno”, valorizzano l’idea che il tragitto diventa parte integrante del soggiorno, favorendo un turismo meno frettoloso e più consapevole del suo ambiente.

Mutazioni attese e promozione di buone pratiche

Se da un lato le iniziative individuali e locali si moltiplicano, come il premio offerto dalla città di Copenaghen ai turisti che arrivano in treno, la questione della scalabilità si pone. Nonostante lo sviluppo dell’offerta ferroviaria e gli incoraggiamenti al turismo locale, l’aereo viene oggi utilizzato più che mai. Comprendere la crescita dell’impatto del turismo sulle emissioni di CO2 rivela l’urgenza di agire su più livelli.

Far evolvere il modello economico del viaggio

Uno dei principali leveraggi per incoraggiare un turismo più sostenibile risiede nell’aggiustamento dei prezzi dei mezzi di trasporto. Paradossalmente, non è raro che un biglietto aereo costi meno di un viaggio in treno equivalente, una situazione che frena la transizione. I progetti di tassa ecologica sui biglietti aerei o di compensazione di carbonio mirano a correggere questi squilibri e a indirizzare le scelte dei viaggiatori verso opzioni a minore emissione. Anche le pratiche di compensazione di carbonio per i viaggi d’affari testimoniano una crescente consapevolezza tra aziende e privati coinvolti in questa transizione.

Scegliere diversamente: verso un turismo più consapevole

Il futuro del turismo si basa ora su una ridefinizione di ciò che conta davvero nell’esperienza del viaggio. Per alcuni, questo passerà attraverso la scoperta di luoghi lontani e l’allargamento dei propri orizzonti, a condizione che il beneficio umano del viaggio sia all’altezza del suo impatto sul clima. Per altri, la prossimità offrirà presto condizioni simili grazie all’evoluzione del clima, sebbene il costo non sia sempre più basso. Ripensare il proprio soggiorno significa anche scegliere un alloggio impegnato e rispettoso dell’ambiente, limitando le sue installazioni energivore e promuovendo un turismo sobrio.

Una questione di scelta individuale e collettiva

Di fronte all’evoluzione rapida del clima e delle nostre aspirazioni, ogni viaggiatore è ora invitato a interrogarsi sulla valutazione del suo viaggio: il piacere, la scoperta e l’ispirazione che porta il viaggio giustificano l’impronta che lasciano? A livello collettivo, il cambiamento passa attraverso l’innovazione e la diffusione di modelli virtuosi, come la propagazione internazionale del sistema Vélib, indirettamente legato all’attrattiva turistica di Parigi. La questione essenziale posta da François Gemenne non è tanto di rinunciare a viaggiare, quanto di sapere come e perché lo facciamo, nel mondo di domani.

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