Critica di ‘Born With Teeth’ al Wyndham’s Theatre di Londra

Nato con i Denti, al Wyndham’s Theatre, è un duello teatrale scintillante in cui William Shakespeare e Christopher Marlowe si confrontano penna contro penna. Diretta da Daniel Evans per la Royal Shakespeare Company, questa sfida due contro uno di 90 minuti catapulta Ncuti Gatwa (Kit) e Edward Bluemel (Will) in una disputa d’ingegno deliziosamente pericolosa, nel cuore di un’Inghilterra elisabettiana sorvegliata e altamente suscettibile al tradimento. Uno spettacolo breve, pungente, magnificamente recitato e uno dei migliori dell’anno, da vedere prima della fine della serie.

La drammaturga Liz Duffy Adams parte da una domanda irresistibile: e se Shakespeare non avesse lavorato da solo? In una retrobottega di taverna dove ogni battuta ha l’odore del luppolo e della sospettosità, immagina una collaborazione impeccabile tra Shakespeare e Marlowe attorno alle opere Henry VI. Il risultato? Una commedia di idee che morde, una tragedia in miniatura che vibra e un thriller politico che ghigna sotto i baffi.

Un faccia a faccia al coltello: Shakespeare e Marlowe

Qui, le parole sono spade. Ncuti Gatwa interpreta un Marlowe felino, affascinante, a volte velenoso; Edward Bluemel controbilancia con un Shakespeare stratega, metà angelo e metà volpe. La loro chimica crea scintille: rivelazioni a piccole dosi, confessioni in trappola, insulti estratti come sonetti. Si ride spesso, si trema a volte, e si crede sempre in questo duello di talenti che si attraggono tanto quanto si temano.

Due attori, 90 minuti, zero via di scampo

La scommessa del due-hander è totale: gli attori rimangono quasi incessantemente in scena per 90 minuti. Senza rete né fronzoli, ogni silenzio diventa un sottotesto, ogni parentesi un colpo maestro. La velocità degli scambi — cesellati, maliziosi, a volte acidi — non sacrifica mai la chiarezza. Si esce con la sensazione di aver assistito a un match di vertice, versione Rinascimento.

Nell’ombra della Regina Elisabetta I: intrighi e leggi

Il pezzo respira l’aria densa dell’Inghilterra tardiva dei Tudor: leggi sul tradimento ultra-feroci, sorveglianza ovunque, minacce dall’estero. La politica, la società e il desiderio si infilano tra le pagine come spie in mantello nero. Questa tensione d’epoca, palpabile senza pesantezza, conferisce al verbo un rilievo di lama affilata.

La penna di Liz Duffy Adams e la mano di Daniel Evans

Liz Duffy Adams maneggia la lingua con l’eleganza di un duello al sole: la battuta è vivace, referenziata, accessibile e frizzante di sottintesi. La regia di Daniel Evans intreccia precisione, ritmo e respiro, lasciando agli attori lo spazio per danzare con il testo. Si percepisce una semplicità assunta che lascia parlare la letteratura, l’intelligenza e la recitazione.

Cosa scuote la pièce: co-scrittura e miti

E se l’icona Shakespeare si fosse nutrita del meteora Marlowe — e viceversa? La pièce non giudica: si diverte, interroga, provoca. Il contesto — una retrobottega di pub dove si scarabocchia Henry VI tra due sguardi da oltre la spalla — diventa il laboratorio di un’idea audace: l’arte come complicità pericolosa, l’autore come creatura collettiva.

Una parola sulla ricezione e il momento “migliore dell’anno”

Difficile non unirsi al coro di voci che classificano questo Nato con i Denti tra le migliori produzioni dell’anno. È affilato, popolare nel miglior senso possibile, e sufficientemente beffardo da stuzzicare i puristi. Si gusta come un buon vino: prima per il profumo, poi per la persistenza in bocca.

Info pratiche

Luogo : Wyndham’s Theatre, Charing Cross Road, Londra WC2H 0DA.

Periodo : serie breve, fino a sabato 1 novembre 2025.

Orari : lunedì a sabato alle 19:30; mercoledì e sabato alle 14:30.

Accessibilità : rappresentazione audio-descritta il sabato 20 settembre 2025 alle 14:30; rappresentazione sottotitolata il sabato 4 ottobre 2025 alle 14:30.

Biglietteria : a partire da £25; 2.000 biglietti a £10 per i 16–25 anni (iniziativa sponsorizzata da TikTok). Prenotazioni online : delfontmackintosh.co.uk.

Per prolungare la serata

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