I viaggiatori britannici abbandonano i sentieri battuti per rispondere all’appello vibrante dell’Asia centrale. Tra Uzbekistan e Kirghizistan, è tempo di avventurarsi in nuove esperienze: record di partenze all’estero dal Regno Unito, spettacolare incremento dei viaggi verso l’Uzbekistan dall’inizio del 2025 e crescente interesse per esperienze sostenibili, le città caravaniere della Via della seta, le yurte e le montagne selvagge. Questo panorama esplora le ragioni di questo slancio, i luoghi chiave, le nuove pratiche ecosostenibili e i consigli pratici per costruire un itinerario che mescoli storia, natura e un dolce shock culturale.
Dopo anni trascorsi a privilegiare il Mediterraneo, i turisti britannici osano abbracciare l’altrove. Secondo l’ABTA, i residenti del Regno Unito hanno effettuato quasi 94,6 milioni di viaggi all’estero nel 2024, segno di un appetito ritrovato — e persino rinforzato — per la fuga. Il movimento si traduce in una curiosità crescente per l’Asia centrale: da gennaio a maggio 2025, il Comitato del turismo dell’Uzbekistan ha registrato un aumento di circa 23,8% di visitatori britannici, un progresso che parla chiaro del desiderio di uscire dai confini.
Il contesto gioca anche il suo ruolo: tra l’aumento della tassa sui passeggeri aerei che incentiva a “ottimizzare” ogni volo e la moda delle escursioni di un giorno in aereo, si sta instaurando una corrente contraria: privilegiare viaggi più densi, più significativi e spesso più lontani. Direzione quindi verso destinazioni in cui il cambiamento di panorama è totale e la narrazione storica è spettacolare.
Uzbekistan: il cuore pulsante della Via della seta
Città-museo viventi: Bukhara, Samarcanda, Khiva
All’incrocio dei mondi, l’Uzbekistan offre visioni da film. A Bukhara, oltre 2.000 anni di storia e un centro preservato dichiarato UNESCO disegnano un labirinto di stradine dove il medioevo sembra ancora sussurrare sotto le cupole turchesi. Samarcanda, “gioiello” della Via della seta e iscritta all’UNESCO dal 2001, brilla per i suoi madrasa monumentali, le sue ipnotiche mosaiche e un patchwork di influenze persiane, turche, mongole, arabe e russe.
Più intima, Khiva si abbraccia al confine del deserto del Kyzylkum. La sua città interna, Itchan Kala (UNESCO), circondata da mura in adobe alte circa dieci metri, assomiglia a una città medievale congelata nell’oro del sole. Tra il Kunya-Ark (fortezza e residenza reale), la moschea Juma e le sue 218 colonne scolpite — alcune anteriori al X secolo —, il palazzo Tash-Khauli e il minareto Islam Khodja che offre una vista panoramica, il panorama è irresistibile.
Avventurieri moderni: deserto, montagne e notti in yurte
Oltre alle città mitiche, l’Uzbekistan dispiega una gamma di avventure: escursioni in montagna, accampamenti nel deserto, soggiorni in yurte, strade di pellegrinaggio e una scena culturale vibrante. Festival in programma: il Flower Festival, Sharq Taronalari, la celebrazione Maqom o ancora Boysun Bahori. I viaggiatori solitari si affollano: uno specialista come WeRoad ha riscontrato nel 2025 un’impennata delle prenotazioni per il suo tour “360° Uzbekistan” (con notte in yurt inclusa) e un incremento fulmineo dei partenze verso la regione.
Kirghizistan: l’altro volto dell’Asia centrale
Un paese per il 90% montuoso, terreno di gioco sostenibile
Vicino e complementare, il Kirghizistan ha avviato un ambizioso programma di sviluppo del turismo sostenibile, destinato a proteggere i suoi patrimoni culturali, storici e naturali migliorando i trasporti e promuovendo pratiche ecosostenibili. Con quasi 90% del territorio occupato dalle montagne, è un paradiso per escursionisti, cavallerizzi e amanti degli spazi aperti, ancora ampiamente risparmiato dal turismo di massa.
Il paese punta sul community-based tourism, sull’ospitalità presso le famiglie e su itinerari che minimizzano l’impronta ecologica. Inoltre, l’accesso è semplificato per molte nazionalità grazie a regimi senza visto per soggiorni brevi, attirando un pubblico in cerca di autenticità e natura incontaminata. Presso WeRoad, anche le partenze verso il Kirghizistan aumentano notevolmente nel 2025, con tour di nove giorni pensati per l’esplorazione.
Issyk-Koul e ospitalità nomade
Scenari blu in mezzo alle cime innevate, il lago Issyk-Koul è tra i più grandi e più profondi al mondo. Intorno, valli alpine, pascoli, passi vertiginosi e notti in yurte creano una partitura di immagini indimenticabili. Qui, la cultura nomade non è un folklore statico: si vive a cavallo, durante un pasto condiviso, o accanto al camino nel cuore di una yurt familiare.
Pratiche per i viaggiatori britannici
Formalià e tendenze da tenere a mente
Se l’Asia centrale semplifica l’accesso per molti visitatori, l’ambiente normativo evolve altrove: in Europa, l’ingresso sarà segnato dall’EES e dalle sue novità per i viaggiatori britannici e da un nuovo dispositivo di esenzione dal visto per l’UE. Altrove, le indicazioni si muovono anche: vedere l’avviso di viaggio riguardante gli Stati Uniti. Tanti motivi per controllare le regole prima di prenotare.
Per quanto riguarda il budget, l’aumento della tassa sui passeggeri aerei potrebbe pesare sui biglietti: puntare a un viaggio più lungo e più ricco sul posto — piuttosto che moltiplicare le escursioni di un giorno — diventa una scelta saggia. In Uzbekistan così come in Kirghizistan, il rapporto qualità-prezzo rimane molto attraente: treni veloci, alloggi incantevoli, pasti deliziosi e abbondanza di attività all’aperto.
Itinerari e ispirazioni per rispondere all’appello della Via della seta
Un ideale itinerario circolare
Iniziate da Tashkent, catturate il ritmo urbano e i musei, poi fate un rapido viaggio in treno verso Samarcanda e Bukhara per mosaici, medersas e hammam storici. Raggiungete Khiva per vivere la magia di Itchan Kala. Da lì, aggiungete una notte in yurt vicino al deserto e, se il tempo lo consente, un’escursione tra le montagne. Poi, direzione Kirghizistan: un volo rapido verso Bishkek o un passaggio attraverso la valle di Fergana fino a Osh vi porterà alle porte delle terre alte kirghize.
Terminate con un’escursione verso il lago Issyk-Koul, alternando escursioni, bagni nell’acqua leggermente salata del lago, notti in accampamento nomade e incontri con le famiglie locali. La combinazione di cultura millenaria + grandi spazi colpisce, soprattutto per i viaggiatori in cerca di nuovi orizzonti.
Quando partire, budget e spirito del viaggio
Le migliori stagioni vanno dalla primavera all’autunno (aprile-giugno, settembre-ottobre): clima mite, cieli limpidi, festival in arrivo. L’estate può essere molto calda nelle zone desertiche uzbeche; l’inverno è più rigido ma offre paesaggi quasi deserti. Dal punto di vista economico, l’Asia centrale rimane accessibile: un budget medio permette di concedersi lussi in alloggi caratteristici e nelle esperienze locali.
Nello spirito, pensate a sostenibilità e ecoturismo: privilegiate i mezzi pubblici quando possibile, sostenete le iniziative comunitarie, dormite in yurte o presso famiglie locali, e gustate una cucina generosa (plov, laghman, samsa) che racconta i mix della Via della seta. Per i viaggiatori britannici “affamati di differenza”, l’appello delle steppe e delle cupole turchesi risuona più forte che mai — e i dati lo confermano: dall’inizio del 2025, le prenotazioni verso l’Uzbekistan e il Kirghizistan sono letteralmente esplose presso gli specialisti del viaggio in solitaria.