Un terzo dei francesi ricorre già all’IA per organizzare le proprie vacanze

Un terzo dei francesi ha già lasciato che l’intelligenza artificiale mettesse il suo zampino nella preparazione delle sue vacanze. Addio ai grattacapi dei comparatori e dei fogli Excel: spazio agli assistenti digitali, capaci di scovare in un batter d’occhio le idee più originali per una fuga. Un mosaico di vantaggi in vista, questa tendenza sta lentamente facendo il suo nido, senza mai sostituire del tutto l’istinto del viaggiatore, appassionato di libertà e improvvisazione.

L’intelligenza artificiale entra a gamba tesa nel mondo del turismo! Secondo un recente sondaggio Ipsos, un terzo dei francesi avrebbe già fatto ricorso all’IA per pianificare le proprie vacanze. Risparmio di tempo, idee inedite e assistenti conversazionali sono in voga, ma il viaggiatore francese non è ancora pronto a delegare tutto all’algoritmo. Analisi di una rivoluzione in corso, tra innovazione digitale e eterno bisogno di libertà.

Organizzare le proprie vacanze a voce, ponendo tre domande a un assistente digitale, senza aprire i soliti comparatori di voli o hotel: la promessa dell’IA fa sognare, e seduce già ampiamente in Francia. Secondo lo studio condotto da Ipsos per Kayak, un francese su tre avrebbe già utilizzato una forma di IA per preparare il proprio soggiorno, e la proporzione supera la metà tra i sotto i 35 anni – una generazione affamata di immediatezza e innovazione.

L’era in cui si saltava tra una decina di schede e un foglio Excel per non dimenticare nulla potrebbe presto appartenere al passato. Ora, chiedere a un’IA un itinerario personalizzato in Toscana, raccomandazioni per un weekend sportivo in Algarve o un elenco di ristoranti a Tokyo è diventato quasi banale. Tutto ciò, basta ore di ricerche e confronti interminabili.

Perché tanto successo? Un guadagno di tempo prima di tutto!

La chiave del successo dell’IA risiede nella sua efficienza. Secondo lo studio, 46 % degli utenti menziona soprattutto il risparmio di tempo fornito da questi servizi. Basta con il grattacapo dell’offerta turistica abbondante e dei consigli contraddittori trovati sui blog. L’IA propone una selezione rapida, strutturata, a volte persino ispirante. Non sorprende che il 73% degli intervistati pensi che questi strumenti rivoluzioneranno completamente l’organizzazione delle vacanze negli anni a venire.

Un altro vantaggio, rilevato dal 40% degli intervistati: l’ispirazione. L’algoritmo, con il suo sguardo fresco ed esaustivo, suggerisce idee a cui non si era mai pensato. A volte, osa anche uscire dai sentieri battuti e propone esperienze inedite; forse quelle che si stavano per dimenticare navigando da un sito all’altro, troppo occupati a cercare l’offerta migliore.

Utenti ancora prudenti, ma curiosi

Tuttavia, affidare l’intera organizzazione delle proprie vacanze a un’intelligenza artificiale resta ancora un’utopia per molti. Solo il 17% dichiara che lascerebbe che l’algoritmo fosse il direttore d’orchestra dei propri viaggi da A a Z. La maggior parte dei francesi tiene il controllo, preferendo utilizzare l’IA come una bussola o una fonte di informazioni piuttosto che un pilota automatico. Dopotutto, chi oserebbe delegare la gestione di un check-in complicato, di un treno cancellato all’ultimo minuto o di uno sciopero improvviso a un robot, anche molto ben addestrato?

Assistiamo quindi a una nuova coabitazione. Da un lato, la voglia di efficienza e facilità; dall’altro, il bisogno di mantenere una parte di libertà, intuito e soprattutto improvvisazione nell’avventura. Perché che viaggio sarebbe senza un po’ di sconosciuto o quelle piccole disavventure di cui si ride poi, all’ora dell’aperitivo?

L’ascesa delle super-app di viaggio

Le grandi piattaforme di prenotazione non intendono perdere questo mercato. Kayak ha così sviluppato il suo assistente conversazionale, così come Booking, Google o Hopper. Ognuno sogna di affermarsi come il co-pilota digitale degli amanti delle scoperte. La corsa è iniziata per diventare l’alleato di fiducia in grado di orchestrare un soggiorno tanto bene quanto il più esperto dei viaggiatori… A patto di convincere i principali interessati.

Il futuro delle vacanze all’epoca degli algoritmi

Questo movimento di fondo scuote non solo il nostro modo di preparare le vacanze, ma anche il nostro rapporto con il turismo. Perché non considerare di prendere il largo grazie allo scambio di case, per esempio? O anticipare la famosa malattia delle vacanze meritate, che si fa sentire proprio all’inizio delle partenze…

L’IA, lontana dal ridurre l’umano a una serie di clic, può anche permettere di anticipare gli imprevisti: partenze con bambini e piccole disavventure, suggerimenti per godersi vacanze più economiche, o ancora ispirazione per un road trip improvvisato ascoltando un podcast sulla cultura francese.

Di fronte a tutte queste evoluzioni, il viaggiatore moderno non ha mai avuto accesso a una tale gamma di strumenti e idee. Ma non c’è dubbio: l’IA non è pronta a rubargli quei piccoli piaceri che rendono tutto il fascino del viaggio. A ciascuno, quindi, di addomesticare questi assistenti di nuova generazione – a condizione di mantenere una bussola molto più personale: quella della curiosità.

Aventurier Globetrotteur
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