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Una settimana in Albania, acquistata come qualsiasi viaggiatore presso un tour operator, mi ha permesso di testare un tour di 8 giorni/7 notti, di vivere l’itineranza quotidiana da hotel a hotel, di esplorare la riviera albanese, città patrimonio dell’Unesco, una cucina deliziosa e un’ospitalità toccante. Racconto qui dell’acquisto, dell’organizzazione (volo Transavia su Tirana, partenza dalla provincia, piccolo gruppo), dell’itinerario (Durres, Vlorë, Saranda, Gjirokastër, Berat, Pogradec), del livello degli hotel, dei prezzi delle spiagge (lettini a 10–25 €), della dualità sociale, della questione dell’euro e del lek, così come dei miei consigli per la stagione per godere di un paese ancora autentico.
Perché l’Albania adesso?
Destinazione ancora recente sulla mappa delle vacanze europee, l’Albania attrae sempre più viaggiatori dall’Occidente. Senza un vero ufficio turistico in Francia, il paese ha comunque accolto quasi 300.000 turisti francesi quest’anno. Tra eredità ottomana, città di pietra patrimonio dell’umanità e natura selvaggia, questo territorio dei Balcani di circa 28.000 km² coniuga spiaggia e cultura. Sugli aspetti dell’Adriatico e del mare Ionio, le cale si succedono e, anche alla fine di settembre, i weekend rimangono animati. In questo contesto, ho voluto sperimentare la destinazione «come tutti», prenotando un tour accompagnato chiavi in mano.
Prenotare come una cliente qualsiasi: semplice e fluido
La mia scelta è ricaduta sul «Grand Tour dell’Albania», operato da Top of Travel, un specialista delle partenze dalla provincia, che collabora in loco con Albania DMC. La prenotazione avviene senza complicazioni, tramite un’agenzia partner (diversi passeggeri del mio gruppo erano passati per Leclerc Voyages). La partenza del 12 settembre vantava un gruppo intimo, appena una trentina di partecipanti, di cui buona parte proveniva dal Grand Est. Volo diretto Transavia Parigi–Tirana, orari rispettati e bagagli consegnati rapidamente all’arrivo.
Consiglio pratico di viaggiatrice: tenete sempre d’occhio l’attualità dei cieli. Le perturbazioni del trasporto aereo possono colpire qualsiasi zona e avere un effetto domino; una semplice sorveglianza vi evita stress inutile.
Un itinerario 8G/7N efficace, da Ovest a Sud e poi verso Est
Il ritmo è quello di un vero grand tour: cambio di hotel ogni giorno, il che concede un tempo equilibrato tra strada e visite. Da Durres a Vlorë, la costa offre i suoi panorami, prima di raggiungere Saranda e le acque ioniche. Il tracciato risale poi verso l’interno con Gjirokastër, città-museo coi tetti di ardesia, poi Berat, soprannominata la «città dalle mille finestre» e patrimonio dell’umanità, prima di scivolare fino a Pogradec sulle rive del lago di Ohrid. L’insieme dà un’idea onesta dei contrasti del paese: costa, patrimonio, montagne, villaggi e laghi.
Ospitalità: dal nuovissimo al molto locale
Recentemente aperta al turismo internazionale, l’ospitalità locale è abbondante. Si trovano molte strutture 4 stelle secondo gli standard del paese, a volte 5 stelle dall’aspetto ostentato. A Berat, l’hotel Colombo (5*) si distingue per la sua cupola, ereditata da un’antica università privata dai toni imponenti. Nell’entroterra, il decor cambia: a Permet, ho dormito al Merly (3*), situato di fronte a un distributore di benzina, gestito da un meccanico del posto che, nel corso degli anni, ha aggiunto una sala per ricevimenti e poi camere. Un fascino grezzo, sincero, che racconta una destinazione ancora in costruzione.
Spiagge, prezzi e moneta: leggere tra le righe
Allo riviera albanese, il noleggio di due lettini e un ombrellone varia tra 10 e 25 euro a seconda del livello della spiaggia. Con un tasso di cambio comunemente sentito sul posto (circa 100 lek per 1 euro), questi prezzi pesano molto per una parte della popolazione, il salario medio avvicinandosi ai 400 euro mensili. Si percepisce una società a due velocità: nelle stazioni più in vista, in particolare attorno a Ksamil vicino a Saranda, abbondano le berline di lusso, spesso Audi. Nelle aree molto turistiche, i menù e le fatture a volte sono mostrati direttamente in euro, un uso pragmatico per una clientela internazionale.
Cucina e ospitalità: un vero punto di forza
Grande sorpresa (e grande piacere): la cucina albanese. Influenzata dalle tradizioni mediterranee e balcaniche, moltiplica mezze, grigliate, formaggi locali, pesci e verdure piene di sole. L’accoglienza è calorosa, spesso familiare. Per coloro che amano confrontare le eredità culinarie e culturali del bacino mediterraneo, un tour in Turchia da Istanbul a Troia offre un interessante contrappunto alle influenze ottomane percepibili in Albania.
Una clientela internazionale e una memoria pacificata
Grazie alle connessioni low-cost su Tirana, i visitatori da Germania, Francia e Italia affluiscono, affiancati da numerosi viaggiatori turchi. Gli albanesi non manifestano un particolare risentimento nei confronti dell’eredità ottomana, che è tuttavia centrale nella loro storia. Questa mescolanza di pubblici conferisce un’atmosfera cosmopolita nelle località balneari e nei centri storici la sera.
Consigli per la stagione e ispirazioni per variare i piaceri
Consiglio l’intersaison per visitare: giornate ancora luminose, temperature gradevoli e siti più respirabili. Se l’idea dei tour vi affascina, potete anche ispirarvi a questi viaggi festivi attorno ai mercatini di Natale in Europa. E per combinare city-break e scoperte del territorio prima o dopo la vostra partenza (soprattutto se transitate da Lione), date un’occhiata a queste conoscenze da assaporare attorno al Beaujolais e Lione.
Il mercato dei tour evolve rapidamente: nuovi itinerari e operatori stanno emergendo, come dimostrano alcune notizie del settore come lo sviluppo di prodotti da parte di Falk Travel. Rimanete curiosi e confrontate: dimensione dei gruppi, ritmo, ubicazione degli hotel e numero reale di inclusioni sono i veri criteri di comfort in questo tipo di viaggio.
L’Albania e l’Unione europea: cosa cambia per il viaggiatore
Dopo decenni di isolamento e poi di transizione, l’Albania ambisce a unirsi all’Unione europea nei prossimi anni. Senza presupporre un calendario, il paese si allinea progressivamente ad alcune consuetudini: più una località è turistica, più circola l’euro, a volte a scapito dell’affissione in lek. Per il viaggiatore, questo facilita il budget quotidiano, anche se consiglio di tenere del contante nella valuta locale, soprattutto quando ci si allontana dalla costa e dalle grandi città.