|
IN BREVE
|
Negli ultimi anni, attraversare la Manica con uno zaino pieno di sogni universitari non è più una passeggiata. Lontano dalle epopee Erasmus del passato, il percorso degli studenti internazionali verso il Regno Unito somiglia ora a un viaggio pieno di ostacoli. Tra l’aumento delle tasse universitarie, la burocrazia che si accumula e le conseguenze del Brexit, l’iconico campus inglese si è trasformato in un bastione difficile da raggiungere, relegando il paese dietro i suoi vicini europei nel cuore dei giovani viaggiatori.
Dopo il Brexit, studiare nel Regno Unito è diventato notevolmente più complicato per gli studenti internazionali. Le formalità amministrative sono più pesanti, le tasse universitarie sono aumentate alle stelle e il famoso programma Erasmus non è più disponibile. Risultato: sempre meno studenti stranieri attraversano la Manica per unirsi a Oxford o Cambridge, preferendo ora altre destinazioni europee. Ecco un panorama della nuova realtà, decisamente meno glamour, della vita studentesca nel paese di Shakespeare.
Il Brexit: inizio di una nuova era… e di nuovi ostacoli
Il 31 gennaio 2020 rimarrà impressa come la data fatidica in cui il Regno Unito ha ufficialmente voltato le spalle all’Unione Europea. Da quel giorno, le porte delle università britanniche si sono chiuse, lentamente ma inesorabilmente, per gli studenti europei. Dove un tempo bastava un semplice passaporto europeo, ora è necessaria un’Autorizzazione al Viaggio Elettronica (ETA), una nuova formalità che ha dissuaso molti. Ma questo è solo l’inizio delle gioie burocratiche. Ora, ogni studente che desidera sistemarsi a Londra o Edimburgo deve navigare in un mare di carta, con scadenze interminabili e costi aggiuntivi.
Fine di Erasmus: la porta si chiude sui vantaggi
Impossibile affrontare l’argomento senza menzionare il famoso programma Erasmus, vero Graal per i giovani che vogliono studiare all’estero senza svuotare il portafoglio. Sfortunatamente, il Regno Unito non ne fa più parte… Dimenticati, quindi, le tasse di iscrizione al medesimo tariffario dei locali e la rimozione degli ostacoli burocratici. Ora, per iscriversi a un’università inglese, è necessario prevedere un budget astronomico. Anche le mitiche borse britanniche hanno fatto i bagagli, lasciando gli studenti europei davanti a un muro finanziario quasi insormontabile.
Esplosione delle tasse di iscrizione e calo degli studenti europei
Conseguenza diretta di questi cambiamenti: un crollo del numero di studenti europei nel Regno Unito. Si parla di una diminuzione di quasi il 40% dal Brexit, in particolare tra gli studenti francesi – un tempo re del ballo Erasmus, ora condannati alla nostalgia. I numeri parlano chiaro: si contavano tra i 12.000 e i 13.000 studenti francesi all’anno prima dell’uscita dall’UE, contro appena 1.600 oggi. Oxford, Cambridge e le loro consorelle britanniche non attraggono più come un tempo, e ora le università d’Irlanda, Spagna o Europa del Nord si prendono il premio.
Quando i giovani privilegiano nuove destinazioni
La gioventù europea non manca di risorse né di voglia di avventura. Privati del Regno Unito, gli studenti si orientano verso altri orizzonti. L’Erasmus, lontano dal perdere il suo fascino, rafforza la popolarità di Spagna, Germania, Italia, Belgio e Irlanda. Questi paesi offrono ancora la possibilità di seguire corsi in inglese, in un contesto multiculturale e a costi contenuti. L’entusiasmo è tale che il Regno Unito è letteralmente scomparso dalla Top 5 delle destinazioni per studenti. Anche le università scandinave, famose per le loro rigorosità, ora attraggono per i loro corsi in inglese accessibili agli stranieri.
Difficoltà che vanno oltre il passo della porta universitaria
Oltre alle tasse e ai visti, volere stabilirsi nel Regno Unito non è più un gioco da ragazzi, che si sia studenti o meno. Il paese sta sempre più orientandosi verso misure restrittive, proprio come gli Stati Uniti che stanno anche loro inasprendo le condizioni di accesso per i viaggiatori internazionali, come puoi leggere qui o là. Nell’era in cui lo status di viaggiatore torna a essere una merce rara, è meglio conoscere tutte le nuove regole del gioco prima di chiudere una valigia per la Perfida Albione.
I prezzi salgono, i desideri migrano
Se il tuo sogno era brindare al successo in uno dei mitici pub di Oxford o rifare il mondo all’angolo di una biblioteca di Cambridge, ora dovrai pagare il prezzo da pagare… o cambiare sogno. Con un aumento delle tasse universitarie, gli studenti stranieri preferiscono ora investire in destinazioni più accessibili, dove possono godere del sole (ciao Spagna!) o dell’atmosfera fiamminga senza sacrificare tutti i loro risparmi. La tendenza va di pari passo con nuove esigenze fiscali, come è possibile scoprire riguardo alla tassa ecologica sui biglietti aerei, che potrebbe anche finire per convincere i giovani a rimanere nel continente.
Evoluzioni che interrogano il futuro
Di fronte a questa realtà, rimane la domanda: il Regno Unito potrà riconquistare il suo posto di scelta tra le destinazioni privilegiate degli studenti internazionali? Per ora, il quadro è chiaro, e le statistiche parlano da sole. Il volto della mobilità studentesca europea è cambiato radicalmente negli ultimi quattro anni, spingendo molti a chiedersi se la Gran Bretagna non abbia appena tracciato un confine su una parte della sua attrattività internazionale. Mentre gli studenti volano verso altre latitudini, le università britanniche devono ora fare i conti con aule più vuote del solito.
Per ulteriori informazioni sulla mobilità internazionale o su altri argomenti legati ai viaggi e all’espatrio, non esitare a consultare gli articoli sulle destinazioni svizzere qui o sulle restrizioni di viaggio in Minnesota nel 2025 là.