Nel nord-ovest del Rajasthan, alle porte del deserto del Thar, Bikaner dispiega le sue mura ocra e i suoi havelis finemente scolpiti. Meno frequentata delle sue vicine, seduce per la sua autenticità: vicoli profumati di masala, vacche placide e tuk-tuk giocherelloni. Dietro le sue apparenze di città carovaniera, il Fort Junagarh rivela un lusso reale scintillante, mentre la vita si anima in un bazar gioiosamente caotico. Una tappa fuori dai sentieri battuti, tra pizzo di pietra e soffio del deserto.
Alle porte del deserto del Thar, Bikaner svela le sue mura color ocra, i suoi havelis cesellati e una vita di strada deliziosamente caotica tra vacche placide e tuk-tuk frettolosi. Meno frequentata delle sue vicine nel « triangolo del deserto » (Jodhpur e Jaisalmer), la « città rossa » seduce per la sua autenticità, il suo Fort Junagarh sontuoso, i suoi templi singolari (dal raffinato Seth Bhandasar al sorprendente Karni Mata e i suoi ratti sacri), la sua cultura del dromedario e il suo festival colorato di gennaio. Aggiungete a ciò indirizzi caratteristici come il Bhairon Vilas e la Calvari Villa, qualche shorbat profumato e un gelato al latte di cammello: Bikaner non ha finito di stupire.
Situata nel nord-ovest del Rajasthan, quasi al confine con il Pakistan, Bikaner si trova all’ingresso del deserto del Thar. Collegata per strada e ferrovia a Jaipur, Jodhpur e Jaisalmer, forma con queste ultime il famoso « triangolo del deserto ». A circa 220 km da Jodhpur e 300 km da Jaipur, rimane un po’ al di fuori dei grandi circuiti, il che le conserva un’atmosfera autentica e serena, perfetta per passeggiare con il naso al vento e assaporare l’odore del masala.
Come arrivare e preparare bene il proprio itinerario
Treni quotidiani e bus a lunga distanza collegano Bikaner alle principali città del Rajasthan. Per tracciare un percorso equilibrato tra città fortificate, dune e villaggi, lasciatevi ispirare da questi consigli per itinerari in Rajasthan prima di raggiungere la « perla rossa ».
Passeggiate nella vecchia città e nei suoi havelis
Il cuore storico di Bikaner è un teatro all’aperto. Gli havelis, antiche dimore di ricchi mercanti, espongono facciate finemente scolpite in arenaria rossa, cesellate come pizzo. Il complesso più emblematico, i Rampuria Havelis, allinea sontuose case attigue dove ogni balcone, moucharabieh e cornice di porta compete in dettagli. Ai loro piedi, la strada vibra: vacche che si improvvisano agenti di traffico, scooter che slalomano, cavi elettrici sospettosi, risate di bambini e profumi di spezie.
Questa opulenza tradisce l’età dell’oro di una città-tappa sulle strade della seta, dell’oppio e delle spezie, quando le grandi famiglie di mercanti – spesso provenienti dalle caste superiori – mostravano il loro potere attraverso l’architettura. Per comprendere i riferimenti sociali che hanno plasmato l’India nel corso dei secoli, date un’occhiata a questa spiegazione del sistema delle caste in India e in Rajasthan.
Pauze dolci e riti di strada
Old Jail Road ospita l’istituzione Chunnilal Sharbat, rinomata per « il miglior sciroppo della città »: puntate sulla rosa o sul gelsomino, sapori locali per eccellenza. Un po’ più in là, lasciatevi tentare da un succo di canna da zucchero appena spremuto con la vecchia macchina cigolante (evitate i ghiacci, prudenza da viaggiatori). Tra un sorso e l’altro, vedrete i sarti stirare sulla soglia, i venditori riorganizzare bancarelle dai colori vivaci e i meccanici ridare vita a moto esauste.
Il Fort Junagarh, tesoro interno
Contrariamente a molti forti del Rajasthan, il Fort Junagarh non è in cima a una collina: troneggia in mezzo alla città, massiccio e rassicurante. Edificato alla fine del XVI secolo, rivela, dietro le sue mura austere, un universo regale scintillante. Si attraversa una successione di sale e corti dove specchi, affreschi, legno intagliato e dorature si intrecciano generosamente: Chandra Mahal (palazzo splendente), Phool Mahal (palazzo dei fiori), Karan Mahal, Anup Mahal (palazzo supremo) e Badal Mahal (palazzo delle nuvole) compongono una visita abbagliante.
Vicino alla porta Daulat, una serie di impronte di mani scolpite nella pietra ricorda la pratica del sati, quelle vedove che, un tempo, si gettavano sul rogo del marito guerriero. Una testimonianza inquietante che ancorano la splendore del luogo in una storia più complessa. Per praticità: contate circa due ore per una visita guidata, e prevedete l’ingresso intorno ai 300 INR, generalmente dalle 10:00 alle 16:30 tutti i giorni (orari soggetti a modifica, da verificare in loco).
Spiritualità e curiosità sacre
Il tempio jaïn Seth Bhandasar
Nel cuore della città si erge il tempio jaïn Seth Bhandasar, fondato nel XV secolo da un ricco mercante in onore di Sumatinathji. Affreschi di una finezza estrema, pitture in foglia d’oro, pilastri delicatamente decorati: l’insieme è una gioia per gli occhi. Il santuario chiude presto nel pomeriggio: arrivate al mattino per godervelo appieno, con spalle e gambe coperte, scarpe lasciate all’ingresso.
Il tempio dei ratti di Karni Mata (Deshnok)
A 30 km da Bikaner, il tempio di Karni Mata ospita più di 20.000 ratti sacri, chiamati kabbas. La leggenda racconta che, grazie all’intercessione di Karni Mata, il dio della morte (Yama) avrebbe concesso una nuova vita ai suoi seguaci sotto forma di ratti. Si cammina iani nudi, si osservano questi pensionati coccolati e si attende il rarissimo ratto bianco, promessa di fortuna sfacciata. Ingresso gratuito, aperto dall’alba al tramonto; contate circa un’ora di visita.
Bikaner e i suoi dromedari
Una capitale del dromedario da secoli
Fondata nel 1488 dal principe rajput Rao Bika, figlio di Jodha (fondatore di Jodhpur), Bikaner si è affermata nell’arido Thar grazie a un alleato essenziale: il dromedario, il famoso « nave del deserto ». Trasporto di merci e di eserciti, latte, lana, a volte carne: nulla era possibile senza di lui. Introdotti oltre 2.000 anni fa dall’Arabia e dalla Persia, i camelidi hanno plasmato il DNA economico e culturale della regione.
ICAR – Centro Nazionale di Ricerca sul Cammello
A 8 km dal centro, nella zona di Jorbeer, l’ICAR – Centro Nazionale di Ricerca sul Cammello si dedica all’allevamento, allo studio e alla preservazione dei cammelli. Qui si scoprono diverse razze, un piccolo museo e dimostrazioni sull’uso del latte e della wool. La visita (libera o guidata) dura 1 o 2 ore. Non partite senza assaporare la specialità del luogo: il gelato al latte di cammello, più leggero di quanto si possa pensare e sorprendentemente delicato.
Il Festival del Cammello di Bikaner
Ogni gennaio, il Fort Junagarh diventa la scena del Festival del Cammello di Bikaner: sfilate di dromedari vestiti di ghirlande e pompon, musiche militari e tradizionali, dimostrazioni di abilità e, clou dello spettacolo, i concorsi di baffi e di turbanti. La festa, sponsorizzata dall’ufficio del turismo, è un omaggio vibrante all’animale che ha permesso l’ascensione della città.
Escursioni e esperienze nel deserto
Agenzie locali organizzano uscite nel deserto del Thar, da poche ore a diversi giorni, in 4×4 con campeggi sotto le stelle. Aspettatevi soste in villaggi, spettacoli folkloristici e pasti tradizionali attorno al fuoco. E tenete gli occhi aperti: i baffi, simbolo dell’orgoglio rajasthano, qui sono elevati a livello d’arte. La celebrità locale, Girdhar Vyas, vanta baffi di oltre 11 metri; non è raro vedere baffi così lunghi da essere ingegnosamente intrecciati.
Dove dormire a Bikaner
Bhairon Vilas
A pochi passi dal forte, Bhairon Vilas è una caverna di Aladino con stanze reali deliziosamente imperfette. Ogni stanza ha un’anima, saturata di oggetti, ritratti e souvenir. Il proprietario, Harshavardhan Singh (Harsh per gli amici), eleganza da principe e barba immacolata, ha persino un bar privato che sembra uscito da un set di Indiana Jones. Un indirizzo per gli amanti di luoghi insoliti e di storie che si raccontano la sera.
Calvari Villa
Un’altra atmosfera alla Calvari Villa, splendida dimora tradizionale gestita da Mahendra Singh, ex colonnello dell’esercito indiano, e sua moglie Bhawna, appassionata di arte e musica. Lo spirito della casa mescola modernità e eredità: salotto tappezzato di foto con capi di stato, souvenir di famiglia, camere spaziose decorate con artigianato locale e accoglienza calorosa. Se la fortuna vi assiste, potreste anche assistere a feste di fidanzamento locali: un’immersione affascinante tra sfarzo, musica e rituali.
Consigli pratici e atmosfera di strada
Il periodo migliore va da ottobre a marzo, con un picco di animazione a gennaio durante il Festival del Cammello. Si esplora la vecchia città soprattutto a piedi: occhi al cielo per ammirare le facciate, ma attenzione ai tuk-tuk e alle vache. Nei templi, spalle coperte e scarpe tolte; per le bevande di strada, preferite senza ghiaccio. A Bikaner, i circuiti sono meno affollati: si respira, si fotografa, si discute… e ci si lascia conquistare dal dolce ritmo di una città rossa che non assomiglia a nessun’altra.