In una parola: a Spalato, si scala. Dalle scale del campanile della cattedrale di San Domenico ai sentieri profumati di pino del monte Marjan, questa città romanica e adriatica unisce cardio e contemplazione. Si attraversa il Palazzo di Diocleziano come un labirinto vivente, si sorseggia un caffè sulla Riva, si esita tra la spiaggia di Bačvice e i belvedere, per poi concludere, ansimando ma felici, di fronte all’Adriatico che brilla. Ecco la mia salita, dal campanile alle vette, nel cuore antico della Croazia.
Seconda città più grande della Croazia, Spalato ha l’anima di un paesino di mare. Il suo centro storico, incastonato nelle pietre del Palazzo di Diocleziano (IV secolo, patrimonio dell’UNESCO), batte al ritmo delle viuzze, delle colonne romane e delle terrazze dove risuonano le tazzine di espresso. Tra due scalini, si incontrano reliquie antiche, facciate rinascimentali, e quel cielo blu che sembra aver firmato un patto eterno con l’Adriatico.
Vi arrivo una mattina di crociera, ancora carico di uova Benedettine e di un croissant smodatamente burroso. Idea sbagliata? Diciamo piuttosto carburante indispensabile: la città mi aspetta, verticale e seducente, pronta a mettere alla prova le mie cosce.
Il campanile di San Domenico: cardio con vista Adriatico
Al centro del Palazzo, la cattedrale di San Domenico erge il suo campanile vecchio di circa 1.700 anni. I gradini sono ripidi, quasi come una scala a volte; il mio battito cardiaco sembra una batteria in sola. Ma ogni piano avvicina a una ricompensa sconvolgente: un panorama a 360°, tetti di tegole rosse che cascano, marina punteggiata di alberi, e l’Adriatico disteso come una seta blu zaffiro. I superyacht sfilano, le barche da escursione scintillano al sole, e la mia nave da crociera assomiglia a un hotel galleggiante pronto per il pisolino.
Arrampicata a Spalato: dai campanili alle vette nel cuore antico della Croazia — attraverso i secoli
Da lassù, ridiscendo verso il Peristilio, piazza di marmo dove le colonne romane posano mentre musicisti, passanti e gladiatori in costume compongono la colonna sonora. Le viuzze levigate da secoli di andirivieni guidano i nostri passi in questo museo a cielo aperto dove si vive, si ride, si chiacchiera al sole.
Palazzo di Diocleziano e musei che rispolverano la storia
All’angolo di un vicolo, il Museo della città di Spalato allinea tre piani di oggetti e aneddoti locali, la Galleria Emanuel Vidović fa brillare l’arte croata, e il Tempio di Giove conserva la sua volta originale come un segreto ben custodito. Qui, l’Antichità non è un’epoca: è una vicina con cui condividere il pianerottolo.
Il desiderio del gigante: la statua di Gregorio di Ninf
Alla porta nord, l’imponente statua di Gregorio di Ninf mi scruta. La tradizione vuole che si strofini il suo alluce per esaudire un desiderio. Mi accingo a farlo con fervore… e con un fazzoletto, perché il fascino antico va bene, ma il mio lato maniacale è difficile da sopportare.
Arrampicata a Spalato: dai campanili alle vette nel cuore antico della Croazia — sapori e caffè
Il profumo di aglio e pesce alla griglia mi avvolge. In un cortile segreto, Korta Café cura l’anima dalmatica: risotto nero, agnello con piselli, pesce alla brace… Mi arrendo a un brodet, un stufato di mare con gamberetti, cozze e gnocchi che fa danzare il pomodoro e l’aglio. In mezzo alle pietre centenarie ricoperte di vite, intingo la ciotola senza scrupoli.
Desideri ulteriori ispirazioni nella natura prima o dopo Spalato? Gli amanti delle scogliere e dei paesaggi vertiginosi possono dare un’occhiata a questa guida su un parco di trekking con scogliere spettacolari. E se i tuoi passi ti portano verso l’Aveyron, ecco alcuni imperdibili a Najac e Villefranche che respirano pietra e storia.
La Riva: la passeggiata che non dorme mai
Verso la Riva, colonna vertebrale sociale di Spalato: palme allineate, caffè a volontà, gelati in parata e la brezza marina in ospite d’onore. Qui si passeggia, si osserva, si rimette in discussione l’idea di ripartire. Il mare scintilla, come se avesse inventato il concetto di colpo di fulmine.
Arrampicata a Spalato: dai campanili alle vette nel cuore antico della Croazia — mare o bougainvillea?
Opzione spiaggia? Bačvice distende la sua sabbia bionda, rarità in una regione piuttosto amante dei ciottoli. Le calette di Kašuni e Obojena, ai piedi del Marjan, sussurrano anche. Opzione camminata? Il mio compagno propone la vetta. Le mie cosce votano contro, il mio cuore a favore. Indovinate chi vince.
Marjan, i polmoni verdi di Spalato
Il monte Marjan, soprannominato i « polmoni della città », si veste di pini che cantano con le cicale. Dei gradini di pietra serpeggiano, profumati di resina scaldati dal sole. Si supera il Caffè Bar Vidilica — i furbi si sistemano all’ombra con una birra fresca — e ogni curva rivela un pezzo di orizzonte.
Attorno ai 300 gradini, la terrazza di Prva Vidilica offre bar per chi ha sete e vista da un milione di dollari per tutti. A pochi passi, un cimitero ebraico ricorda storie più oscure, e la chiesa di San Nicola (romanica, XIII secolo) veglia attraverso i secoli. Si scatta la foto da cartolina, si mantiene il silenzio per un secondo, poi si scala ancora.
Fino al Telegrin, il punto più alto
Molti si fermano alla terrazza; noi proseguiamo fino al Telegrin. Un centinaio di gradini in più, alcuni gatti liberi come l’aria sonnecchiano al sole, un mini-zoo improbabile, e voilà la vetta a 175 m. L’Adriatico srotola isole a puntini, la città vecchia scintilla, e la nostra nave aspetta, promessa di un dolce in più. Le gambe bruciano, la mente fluttua.
Arrampicata a Spalato: dai campanili alle vette nel cuore antico della Croazia — preparare la giornata
Alcuni consigli per godere della verticale: partite presto o nel tardo pomeriggio per evitare il calore; scarpe chiuse antiscivolo obbligatorie; portate acqua e protezione solare; prevedete un biglietto per il campanile di San Domenico e rispettate gli orari di culto; sul Marjan, seguite i gradini e i belvedere segnalati, e tenete un po’ di energia per la discesa (le vostre ginocchia vi ringrazieranno).
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