Tra Alpi e lago di Ginevra, si scambiano le email per un taccuino e l’angoscia della pagina bianca per la vista sull’acqua. All’Hôtel Royal d’Évian-les-Bains, Douglas Kennedy invita un piccolo gruppo di aspiranti scrittori a scrivere a bordo del Léman e a domare la meccanica del racconto, in una bolla dove si respira, si osserva, si annota. Questo incontro cristallizza un vero brivido del momento: la crescita delle ritiri letterari e dei viaggi di scrittura, dove si parte “penna alla mano” per disconnettersi, trarre ispirazione dai luoghi e trasformare il viaggio in slancio creativo.
In riva al lago di Ginevra, un gruppo di scrittori affina le proprie penne con Douglas Kennedy nell’ambito di un ritiro di scrittura inedito all’Hôtel Royal d’Évian-les-Bains. Questo incontro intenso di due giorni, tra laboratori, incontri individuali e una cena stellata, incarna un fenomeno più ampio: la crescita delle ritiri letterari e dei viaggi di scrittura, dove si parte tanto per cambiare aria quanto per cambiare paragrafo. Dalle campagne idilliache del Périgord alle abbazie bretonne, dai club di lettura itineranti alle crociere con autori, la letteratura diventa una vera e propria destinazione – taccuino aperto, telefono spento, immaginazione a pieno regime.
Scrivere a bordo del Léman con Douglas Kennedy
Un rifugio proustiano tra Alpi e Léman
Quando un romanziere americano francofono posa i propri taccuini in un palazzo che Proust stesso apprezzava, la tentazione è grande di scrivere più diritto che mai. Situato tra le Alpi e il lago di Ginevra, l’Hôtel Royal d’Évian-les-Bains offre un ambiente a cinque stelle per accogliere, il 4 e 5 ottobre, un piccolo gruppo di partecipanti ben deciso a trasformare la vista in materia narrativa. Douglas Kennedy, che ha appena terminato un nuovo manoscritto e si è concesso una parentesi “disconnessa”, apre questa parentesi creativa in cui il paesaggio funge da trampolino per l’immaginario.
Laboratori mattutini, conversazioni pomeridiane e “parole e piatti” la sera
Il fine settimana si articola in sessioni collettive al mattino – dinamiche, serrate, quasi a tempo di metronomo – per poi passare a colloqui individuali nel pomeriggio, dove ogni testo trova il proprio ritmo. La sera, spazio agli scambi “intorno alle parole e ai piatti” durante una dinner stellata. Ciliegina sul taccuino: l’autore legge e accompagna le pagine iniziate dopo il soggiorno, per prolungare la spinta una volta tornati a casa. Una formula intima, a misura d’uomo, pensata per scrivere senza perdere il filo – né la vista.
Démystifier il romanzo, guardare il mondo come uno scrittore
Nessuna bacchetta magica in due giorni – e tant’è. Kennedy rivendica la cassetta degli attrezzi: struttura del racconto, creazione dei personaggi, disciplina quotidiana, gestione dei bloccaggi, e quella famosa scena d’esposizione che introduce un universo in poche pagine (Flaubert ne offre un modello memorabile all’inizio di Madame Bovary). Il cuore del messaggio: imparare a “guardare come uno scrittore”, con curiosità e precisione. E sorride ricordando che esistono, si dice, “tre regole per scrivere un romanzo”… che nessuno conosce realmente. In altre parole: spazio all’esigenza e all’audacia, sotto lo sguardo di un autore con milioni di lettori.
Un nuovo entusiasmo per i ritiri letterari e i viaggi di scrittura
Uscire dalla routine, aprire lo spazio creativo
La scrittura è sempre stata un viaggio interiore. Ma spostarla nello spazio, significa darle un nuovo carburante: nuovi orizzonti, nuove sensazioni, distacco dalla quotidianità. A Bordeaux, la fondatrice di Narrations, Anne Caumes, ha immaginato presso il Domaine de Merle-Haut delle residenze dove si “respira” tra piscina, querce centenarie e campagne a perdita d’occhio. I partecipanti – questi “scrittori” dichiarati – trovano lì una bolla senza gestione, favorevole alla liberazione delle idee.
Quando la scuola della scrittura prende la strada
Riferimento da decenni, Aleph-Écriture offre soggiorni in formula completa: trasferimenti, sistemazione, pensione e ritmo di crociera creativo – tre ore al mattino, tre ore nel pomeriggio – guidati da professionisti formati in casa. Nel 2024, non meno di 39 residenze hanno riunito circa 190 partecipanti, dall’abbazia di Saint-Jacut-de-la-Mer alla Manufacture royale de Lectoure, passando per Berlino, Varsavia o Lisbon. Prossime fermate in vista: un taccuino di viaggio a Hyères e una poesia nomade ad Arles.
Un varco salutare
Per alcuni viaggiatori, il semplice fatto di staccarsi dai propri punti di riferimento agisce come un varco. Tornato da una residenza nella storica dimora di Roger Martin du Gard nell’Orne, un partecipante racconta di una “reclusione benefica” e di una cassetta degli attrezzi creativi ben fornita – senza bisogno di esotismo, solo la giusta distanza tra sé e le proprie pagine.
Club di lettura nomadi: leggere nel posto giusto
Oltre Manica, l’onda dei book clubs ha rilanciato l’idea dei ritiri di lettura. L’agenzia britannica Ladies Who Lit, nata nel 2023, riunisce lettrici in hotel di charme – da Mykonos alla campagna siciliana, fino ai Caraibi – e spesso registra il tutto esaurito poche ore dopo la pubblicazione. L’ambizione? Offrire esperienze significative, un “azzeramento” in cui la letteratura conferisce spessore al viaggio.
Books in Place: quando il luogo illumina il testo
A Bristol, Books in Place associa una destinazione a un libro: Jane Austen a Bath, Ian Fleming in Giamaica, Eli Shafak a Istanbul, Daphné du Maurier nelle Cornovaglie. Si visitano i luoghi del racconto, ci si immerge nelle atmosfere, si dibatte – opere popolari o classiche sono scelte per la loro qualità e capacità di raccontare un territorio. Da due primi viaggi nel 2023 a 24 proposte nel 2025, la curva segue un desiderio molto chiaro: istruirsi divertendosi.
Penne in mare, piedi tra le vigne
La personalità degli ospiti conta anche. Sull’Atlantico, Cunard celebra una traversata Le Havre – New York a bordo del Queen Mary 2 (1-8 maggio 2026) con autori della Liga dell’Immaginario come Bernard Werber, Maxime Chattam o Niko Tackian. A terra, l’agenzia La Vie Bonne unisce enologia e laboratorio di scrittura tra le vigne bordolesi, sotto la guida di ospiti come la romanziera Lilia Hassaine o la filosofa Margaux Cassan.
Al ritorno: il taccuino di viaggio fa scuola
Per prolungare l’inerzia, fioriscono laboratori dedicati al taccuino di viaggio a Parigi e altrove – presso Les Mots, all’Atelier de la Salamandre… Con un utile promemoria firmato Douglas Kennedy: il dubbio è l’alleato paradossale di ogni creazione. Troppo poco, ci si riposa; troppo, si rimane bloccati. Bisogna mantenerne solo quanto serve per andare avanti.
Diario di viaggio
Hôtel Royal, Évian-les-Bains
Primo ritiro di scrittura orchestrato da Douglas Kennedy il 4 e 5 ottobre. Nel menu: laboratori collettivi ogni mattina (a blocchi di 45 minuti), colloqui individuali nel pomeriggio, momenti di introspezione, dinner intimo a tavola con lo chef e follow-up dei testi dopo il soggiorno. A partire da 1.290 € in camera singola, 2.190 € in doppia, colazioni incluse. Tel.: 04 50 26 50 50.
Narrations – Domaine de Merle-Haut (Périgord)
Residenze di scrittura tutto l’anno in un antico dominio agricolo, laboratori in un pollaio trasformato in una stanza luminosa con vista sulla piscina e sulla campagna. Week-end a partire da 210 €, soggiorni a partire da 460 € (escluso l’alloggio). Pernottamento in loco a partire da 30 €. Tel.: 06 51 61 99 31.
La Vie Bonne (vigneto bordolese)
Soggiorni e giornate all’incrocio dei grandi cru e della creazione letteraria: ritiri al castello Lafaurie-Peyraguey, laboratori intorno al romanzo noir al castello Chasse-Spleen, evasione filosofica di fronte al bacino d’Arcachon. A partire da 210 € al giorno, circa 1.900 € per il soggiorno completo. Tel.: 06 86 36 47 31.
Marais Hôme (Parigi 11°)
In autunno, primi laboratori “scrivere in viaggio” in collaborazione con Aleph-Écriture: quattro sessioni di 3 ore con temi di attualità – “Camera con vista”, “Cartoline da Parigi”… Il 7 e 14 ottobre, poi il 3 e 11 novembre. 50 € la sessione. Tel.: 01 80 05 21 30.