La tendenza della vanlife in declino: ritorno sul calo post-Covid

Dopo l’euforia del 2021, la vanlife rallenta: il grande brivido del post-Covid si affievolisce, inseguito da un mercato meno ardente, un contesto economico teso e il rinnovato fascino delle destinazioni estere. I viaggiatori non abbandonano il camper e il furgone camperizzato, ma diventano più cauti, moltiplicano le prenotazioni last minute e osservano i prezzi che si stabilizzano. Tra il desiderio di libertà assoluta e la realtà del budget (senza dimenticare l’impatto sulla natura), la tendenza perde un po’ del suo splendore, rivelando le contraddizioni di un sogno di strada ormai più ragionevole.

Cresciuta a dismisura dal 2021, la vanlife affronta ora una seria frenata. Tra un contesto economico teso, il rinnovato fascino delle destinazioni estere e le realtà di bilancio, l’universo del furgone camperizzato e del camper scivola da un boom euforico verso una fase di normalizzazione. Il mercato rimane solido, ma meno frenetico: prezzi che si stabilizzano, viaggiatori più cauti, un’attività contrastata a seconda delle regioni, attori che innovano (app, offerte “early bird“, internazionalizzazione) e paradossi ben attuali attorno al costo e all’impatto di carbonio.

Dopo l’esplosione delle voglie di evasione all’aria aperta, la vanlife post-Covid si allinea a un ritmo più ragionevole. Molti appassionati hanno scoperto la libertà in movimento negli ultimi anni, come questa habitué del bivacco che, dopo tre giorni in furgone nel Giura, diceva di non sapere più né l’ora né il posto tanto era totale la disconnessione. L’entusiasmo emotivo è intatto, ma la dinamica commerciale rallenta.

Su Instagram e altrove, da Shy’m a Jérémy Frérot passando per migliaia di anonimi, la celebrazione della strada continua. L’ObSoCo vi vede uno specchio del nostro tempo: reinventare il nostro rapporto con il tempo, lo spazio, gli altri e la natura. Eppure, l’onda si frange un po’ al largo: inflazione, costo dell’energia, biglietti aerei tornati allettanti… l’entusiasmo si scontra con la realtà.

Dall’ebbrezza della libertà alla realtà del budget

La “libertà” in stile van non ha perso nulla del suo fascino, ma si accompagna a un budget che, per molte famiglie, invita a moderarsi. I desideri persistono, la frequenza e l’anticipazione cambiano: si prenota più tardi, si confrontano di più i costi, si tiene d’occhio i chilometri… e la fattura.

Numeri e tendenze: una crescita che si stabilizza

Da parte delle piattaforme, la crescita rallenta senza estinguersi. Presso Yescapa, che ha fuso con Goboony nel 2023, si è passati da poco meno di 30.000 famiglie all’anno nel 2019 a oltre 100.000 oggi a livello di gruppo. L’attività rimane solida, ma i viaggiatori aspettano l’ultimo momento, segno di un clima di incertezza.

I dati dell’Uni VDL confermano la differenza: a fine luglio, sono stati immatricolati 27.506 furgoni e camper nuovi, pari a +7,82% rispetto all’anno precedente. Il mercato dell’<strong’usato cresce molto meno (+1,79%), con comunque più di 67.000 veicoli scambiati. Le carovane, invece, mostrano un calo (nuovi: –5,48%; usati: –3,73%), prova che non tutti i segmenti viaggiano sulla stessa onda.

Sud-Ovest, surf e segnale debole

Regione simbolo della cultura “van + surf + aria aperta”, il Sud-Ovest mostra segni di stanchezza. Gli attori parlano di un dinamismo minore, anche se il desiderio di andare verso l’oceano non è scomparso. Per preparare una fuga alla moda nella regione, si possono raccogliere idee in questi imperdibili del Sud-Ovest in van o mixare sessioni e sonnellini con questo diario surf × camper nel Paese Basco.

Prezzi, ecologia e “paradosso della libertà commerciale”

Presso Wikicampers, il barometro dei prezzi si stabilizza dopo forti aumenti. Il prezzo medio di un veicolo si aggira attorno a 43.000€, ma alcuni modelli superano di gran lunga i 100.000€. L’ObSoCo parla di un “paradosso della libertà commerciale”: la libertà ha un prezzo, e non si può dire che questi veicoli siano i migliori per scoprire la natura.

Per allineare sogno e coscienza, Wikicampers ora mette in evidenza l’impatto di carbonio dei veicoli. Dal lato delle locazioni, il costo medio e la durata del soggiorno cambiano poco, e l’attività torna ai livelli pre-Covid. Da notare: molti primi viaggi grazie all’app Koko Pilot, mentre la comunità condivide i suoi buoni piani di spot su Park4Night e i Bivouacs Huttopia.

Ultimo minuto, massima flessibilità e micro-avventure

Il viaggio in van diventa più agile: si parte su un colpo di testa, si puntano le stagioni basse, si seguono itinerari più brevi e si privilegia l’esperienza al chilometraggio. Le micro-avventure guadagnano terreno, soprattutto quando il budget carburante ricorda la realtà.

Da workshop di allestimento a test a lungo raggio

Sul campo, artigiani come questo garage landese diventato professionista dell’allestimento su base locale segnalano una quiete all’inizio del 2025, nonostante un buon 2024. I kit su misura continuano a sedurre, ma gli arbitrati finanziari diventano più rigorosi.

Dall’altro lato dei veicoli, l’attrazione per modelli “pronti a tutto” rimane forte. Per farci un’idea del comfort e del consumo a lungo termine, non c’è nulla di meglio di un resoconto di esperienza: l’test di 2.000 km della Citroën Holidays illustra bene i compromessi di una casa mobile progettata per l’itineranza.

Influenza ed economia dell’attenzione

La vanlife rimane molto visibile sui social, e alcuni ne traggono un buon profitto. Un’analisi utile per misurare la realtà dietro le cartoline filtrate: i redditi degli influencer del turismo illuminano la meccanica di un immaginario diventato business, tra ispirazione e incitamento.

La chiamata dell’estero: il mercato si internazionalizza

Molti francesi partono ora oltre i confini. Modello tipo: ci si imbarca in aereo, si ritira un van sul posto, si parte. Il noleggiatore Roadsurfer conta quasi 100 agenzie in 18 paesi (di cui 11 in Francia) e sta implementando formule a chilometraggio illimitato. Risultato: attività in aumento del 30% nel primo semestre, espansione verso l’America del Nord e l’Oceania, e un’offerta promozionale “early bird” di 150€ per stimolare le prenotazioni del 2026 già dal 22 settembre.

Da Lille, ad esempio, è facile passare verso l’Europa del Nord e i suoi paesaggi minimalisti. Altrove, itinerari cultura-natura rimangono valori sicuri: l’Alsazia e i suoi castelli fortificati da esplorare in stile road-trip, a cominciare da questi segreti dei castelli fortificati d’Alsazia che si prestano meravigliosamente alle soste nomadi.

Prenotare in anticipo o giocare sull’incertezza?

La tensione tra “pianificare tutto” e “partire quando viene voglia” struttura il mercato: le offerte di prenotazione anticipata attraggono i previdenti, il last minute rassicura i budget. Tra i due, la vanlife continua a tracciare il suo percorso, meno tonante, più ragionato.

Verso una normalizzazione piuttosto che a un crollo

Il quadro 2025 sembra una stabilizzazione elegante: la domanda esiste, ma si affina. I prezzi si stabilizzano, l’usato funge da ammortizzatore, le app facilitano l’itineranza, l’internazionale compensa la stanchezza locale, e i viaggiatori arbitrano tra il desiderio di natura e le costrizioni dell’inflazione. La vanlife non è più il totem assoluto del post-crisi: è un’arte di viaggiare che trova la sua giusta velocità di crociera.

Aventurier Globetrotteur
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