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All’età di 36 anni, Alexis Gilbert torna in Gironda per prendere ufficialmente la direzione dell’ufficio di turismo del Libournais. Formatosi a Bordeaux e Toulouse, rinforzato da oltre un decennio alla guida di uffici in Champagne, intende posizionare Libourne come una destinazione a tutti gli effetti, complementare alle sue vicine Unesco, facendo leva sull’innovazione digitale, sulla creazione di reti e su una lettura attenta delle problematiche locali. Arrivato questo giovedì 2 ottobre, a seguito di una bella stagione 2025, manifesta un’ambizione chiara: fare del Libournais una scelta consapevole, piuttosto che una sosta casuale.
Un ritorno alle origini consapevole
Originario di Saint-Christoly-de-Blaye, in Alta Gironda, Alexis Gilbert ritrova un territorio che conosce intimamente. Questo ritorno non è affatto un giro sentimentale: si inserisce in una traiettoria professionale coerente al servizio di un bacino di vita familiare. Il suo ingresso in carica, effettivo questo giovedì 2 ottobre, si apre con una convinzione semplice: la singolarità di Libourne, la sua vitalità urbana e la densità dei suoi commerci costituiscono un fondamento solido per scrivere una narrativa di destinazione ambiziosa.
Il suo percorso accademico – un doppio corso di livello master in gestione di progetti incentrato su sviluppo territoriale, turismo e digitale – ha plasmato un approccio sia strategico che operativo. Questa combinazione, arricchita dall’esperienza sul campo, illumina il suo metodo: osservare attentamente gli usi, unire le energie e poi accelerare attraverso l’innovazione utile.
Un percorso modellato dalla Champagne
Per oltre dieci anni, ha diretto diversi uffici in Champagne, in particolare attorno al Parco naturale della Foresta d’Orient e al lago del Der. Questo territorio, meno urbanizzato di Libourne ma profondamente segnato dal suo vigneto, gli ha insegnato a coniugare stagionalità, grandi paesaggi e l’eccellenza dell’enoturismo. Lì ha affinato un know-how prezioso: orchestrare offerte complementari, dall’aria aperta alla cultura, senza diluire l’identità locale.
Questa scuola della realtà nutre oggi il suo sguardo sul Libournais: qui, la forza di una città centrale e la vicinanza di siti Unesco compongono una piattaforma ideale per strutturare itinerari tematici, creare collegamenti tra fiumi, vigneto, artigianato e patrimonio, e sviluppare un’accoglienza coerente dal primo clic al soggiorno.
Una visione per una destinazione scelta
Al centro della sua tabella di marcia, un’ambizione: fare di Libourne una destinazione scelta, e non una scoperta fortuita lungo il cammino di vicini prestigiosi. Il posizionamento si basa su un trittico: intensificare il legame con i siti Unesco circostanti, rivelare l’identità propria della città e delle sue comuni, e moltiplicare le esperienze originali da vivere durante tutto l’anno.
Questa ambizione si materializza attraverso formati concreti. Le esperienze all’aria aperta, ad esempio, possono ispirarsi a laboratori immersivi come i laboratori di pesca adattati alle rive dell’Isle o della Dordogna. Per quanto riguarda la cultura e i retroscena, percorsi “making-of” alla maniera dei “segreti del tournaggio” possono valorizzare artigiani, studi, mestieri d’arte e savoir-faire locali. Di notte, un programma di ecoturismo stellato – passeggiate crepuscolari, osservazione del cielo, letture paesaggistiche – disegnerebbe un nuovo rapporto con il territorio.
Eventi culturali importanti segneranno l’anno: una mostra itinerante che unisce patrimonio e creazione contemporanea; visite nel backstage ispirate ai “segreti dei festival” per aprire le porte degli eventi libournais. Tanti moduli attivabili rapidamente, modulabili per stagione, che arricchiscono l’esperienza senza snaturare il luogo.
Asse prioritari di lavoro
Diverse priorità emergono. Innanzitutto, la creazione di reti tra gli attori – strutture ricettive, viticoltori, ristoratori, siti culturali – al fine di assemblare “catene di esperienza” fluide: prenotazione con un clic, mobilità dolce, accoglienza coordinata e servizi ricettivi adeguati a famiglie, appassionati di vini o pubblici sensibili al slow tourism. Poi, i dati e il digitale: qualificar meglio i flussi, livellare i picchi di affluenza, personalizzare la relazione prima, durante e dopo il soggiorno.
Infine, c’è la questione del racconto. Su scala del Libournais, la storia si racconta per strati: fiumi e confluenze, mercati e commerci, saper fare e vigneti, cultura e patrimonio industriale. Questo racconto condiviso alimenta l’ospitalità (segnaletica, mediazione, merchandising, contenuti editoriali) e rafforza l’immagine di marca di un territorio creativo, accogliente e sostenibile.
Un metodo: co-costruzione e creazione di reti
L’approccio di Alexis Gilbert si basa sulla co-costruzione. Si tratta di unire i comuni, l’intercomunalità, i professionisti e le istituzioni culturali per costruire itinerari comprensibili, dai city-break alle fughe rurali. Con i vicini Unesco, la cooperazione pragmatica – pass combinati, navette per eventi, calendari condivisi – deve rafforzare la complementarità piuttosto che la concorrenza.
Sul campo, questo metodo si traduce in “cantieri rapidi”: segnaletica pedonale aumentata, kit di accoglienza unificati, formazioni su esperienza cliente, osservatorio delle affluenze e uno studio editoriale per produrre mappe, podcast, micro-video e contenuti multilingue. L’obiettivo: rendere l’esperienza Libourne semplice, desiderabile e memorabile, dalla stazione al cantina, dal museo alla guinguette.
Verso il 2026, sulla scia di una stagione 2025 di successo
Il suo ingresso in carica avviene dopo una stagione 2025 considerata dinamica. Questo contesto favorevole consente progetti pilota già dall’autunno: prototipi di itinerari “acque e vigne”, laboratori naturalistici in famiglia, percorsi notturni, eventi fuori stagione per estendere la curva di affluenza. A breve termine, la priorità è dotare le squadre e i partner; a medio termine, consolidare una programmazione annuale comprensibile; a lungo termine, stabilire Libourne tra le destinazioni di riferimento del Sud-Ovest.
Tra radicamento locale e apertura regionale, l’ufficio di turismo del Libournais si accinge ad affrontare un nuovo ciclo. Forte della sua esperienza in Champagne e delle sue radici girondine, Alexis Gilbert intende coniugare l’esigenza operativa e l’attenzione ai dettagli che fanno la differenza: il gesto di accoglienza, la fluidità dei percorsi, la promessa mantenuta – quella di un territorio che si scopre, si comprende e si sceglie.