Nathalie Delattre, il ministro del Turismo, si esprime sul enoturismo in Côte-d’Or

IN BREVE

  • Nathalie Delattre, ministro del Turismo, è stata in Côte-d’Or il 24 e 25 maggio 2025.
  • Visite a Chambolle-Musigny (hotel Bellevigne) e Marsannay-la-Côte (Caveau dei vignaioli).
  • Obiettivo: valorizzare e comprendere l’enoturismo locale, scambiare sulle iniziative territoriali.
  • Nessun annuncio ufficiale, ma un appello a far conoscere meglio la cultura della vite al pubblico francese.
  • Il Caveau dei vignaioli riunisce 26 vignaioli, producendo 150.000 bottiglie/anno.
  • La stagione turistica in Côte-d’Or è stata dinamica, sostenuta da diversi grandi eventi.

Il fine settimana del 24 e 25 maggio 2025 è stato caratterizzato dalla visita di Nathalie Delattre, ministro del Turismo, in Côte-d’Or. Al centro del suo viaggio: l’espansione dell’enoturismo in questo territorio emblematico della Borgogna viticola. Tra incontri con professionisti del vino e visite a luoghi simbolici come il Caveau dei vignaioli, il ministro ha privilegiato l’ascolto e l’osservazione delle iniziative locali che valorizzano un patrimonio vivo e in costante evoluzione. Questo articolo ripercorre i momenti salienti di questa visita, le sfide dell’enoturismo e le prospettive offerte alla Côte-d’Or.

Nathalie Delattre incontra gli attori dell’enoturismo

Durante il suo soggiorno, Nathalie Delattre ha intrapreso un percorso ricco di scoperte e di scambi con le figure principali del vigneto. Fin dal sabato, si è recata al rinomato Château de Clos Vougeot, simbolo dell’eredità vitivinicola borgognona e sede dei climi di Borgogna. Il giorno dopo, il ministro si è fermata a Chambolle-Musigny per visitare l’hotel Bellevigne, istituzione apprezzata dagli amanti del vino e delle scoperte gastronomiche.

La giornata di domenica è proseguita con una tappa a Marsannay-la-Côte, comune vicino a Digione, dove l’attendeva il Caveau dei vignaioli. Luogo di incontro privilegiato dei produttori della regione, questo caveau riunisce da tre anni ventisei vignaioli attorno a un’unica ambizione: offrire ai visitatori un’immersione autentica nella diversità dei vini della Côte-d’Or.

Valorizzare il know-how vitivinicolo e il patrimonio locale

Accompagnata da eletti locali e circondata da vignaioli appassionati, Nathalie Delattre ha dedicato tempo a scambiare opinioni sulle pratiche vitivinicole e la trasmissione di questo patrimonio. Ha sottolineato quanto diventi indispensabile rinnovare la conoscenza del grande pubblico sul ciclo della vite. Il ministro ha lamentato che “pochissimi francesi sanno quando è il momento di potare o raccogliere, per dar vita a questo nettare che fa la reputazione della regione”. Per lei, la cultura della vite porta valori essenziali legati alla storia e all’identità francesi.

Questa preoccupazione per la trasmissione si inserisce in un approccio nazionale: offrire a ogni visitatore una maggiore visibilità sulla ricchezza dei terroir vitivinicoli. La Côte-d’Or, dimostrazione alla mano, illustra quanto l’incontro tra professionisti e turisti giovi alla vitalità del settore, rafforzando l’attrattiva di una destinazione già molto apprezzata.

Per coloro che desiderano scoprire approcci innovativi nel turismo locale, i Trophées du Tourisme mettono in luce progetti esemplari, trasformando l’esperienza delle vacanze in tutta la Francia.

Il ruolo chiave dell’accoglienza e dell’apertura nell’enoturismo

Gli scambi al Caveau dei vignaioli hanno ricordato le sfide legate all’accoglienza dei visitatori. A lungo percepita come riservata a un’élite, la Côte-d’Or si impegna oggi ad aprire le sue porte in modo più ampio grazie a strutture accessibili e conviviali. Secondo Éric Guillard, vignaiolo locale, questo impegno cambia le carte in tavola: “non volevamo assolutamente che la gente pensasse che la Côte-d’Or non accogliesse. Due o tre caveaux sulla Côte, riportano in carreggiata l’enoturismo”.

Il caveau, con una produzione annuale di 150.000 bottiglie che coprono una trentina di ettari, incarna questo rinnovamento dell’offerta enoturistica. I visitatori possono scoprire tutte le sfaccettature del vigneto, che si tratti di vini rossi, bianchi o rosati, ma anche scambiare direttamente con i produttori durante degustazioni ed eventi speciali.

Per un’immersione nell’universo dell’enoturismo, la città di Beaune vi apre anche le porte delle sue tradizioni e del suo patrimonio unico, vero e proprio cuore dell’enoturismo.

Prospettive promettenti per la Côte-d’Or

Il settore sembra ritrovare il suo dinamismo, nonostante le incertezze climatiche della stagione. La Côte-d’Or ha beneficiato nel 2025 di una stagione turistica sostenuta, supportata in particolare dal passaggio del Tour de France e dalla fiamma olimpica. L’affluenza aumentata nella regione testimonia l’interesse crescente dei visitatori per le sue ricchezze naturali e culturali.

Il comune di Marsannay-la-Côte vede in questa dinamica una fonte di scambi costruttivi con i professionisti. Come ricorda il suo sindaco, Jean-Michel Verpillot, “valorizzare Marsannay e la sua denominazione viticola è sempre importante”. Sottolinea quanto ogni evento o incontro ufficiale rafforzi la posizione del comune sulla carta nazionale dei grandi vini.

Le iniziative come la riqualificazione dei vigneti a Chambord o l’espansione dell’enoturismo in Provenza, da scoprire qui, partecipano a una promozione nazionale e ispirano tutti i territori.

Tra tradizione e innovazione: la continuità del patrimonio vitivinicolo

Le tradizionali visite ministeriali sono l’occasione per riaffermare l’attaccamento a questo patrimonio vivo. Anche senza annunci ufficiali, questa presenza sottolinea l’importanza del settore, dinamizzato da iniziative come l’apertura del Caveau e la strutturazione dell’offerta turistica. Il successo del Caveau, combinato alla passione dei vignaioli e al supporto delle istituzioni, illustra il rinnovamento della Côte-d’Or.

Al di fuori del territorio borgognone, altre regioni si distinguono anch’esse per il loro dinamismo, come il Valais in Svizzera, che offre un sottile mix di scoperta vitivinicola, escursioni e cultura.

Il connubio tra produzione locale, savoir-faire ancestrale e aspettative del pubblico rende l’enoturismo in Côte-d’Or un modello in evoluzione, portatore di numerose promesse per il futuro.

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