L’entusiasmo per i viaggi all’estero esplode tra i viaggiatori americani e canadesi, rivela uno studio di MMGY

L’appetito per i viaggi all’estero raggiunge un livello senza precedenti tra i viaggiatori americani e canadesi, secondo MMGY.

Sicurezza e stabilità superano il prezzo.

Spinti dalla ricerca di esperienze, personalizzazione e autenticità locale, questi pubblici danno priorità alla sicurezza e pianificano più soggiorni.

Gli americani prevedono in media 2,8 viaggi internazionali, contro 2,2 per i canadesi, e le loro spese aumentano del 10%.

Il clima politico riorganizza gli itinerari: il 34% adegua i piani a causa dei diritti, il 26% annulla; il 23% dei canadesi evita gli Stati Uniti.

Il bleisure diventa la norma.

La crociere si spostano verso il grande pubblico, trainate dai giovani verso l’Africa e l’Asia, senza oscurare Europa e Caraibi.

Il lavoro-viaggio prospera con soggiorni prolungati, mentre la richiesta di consulenti di viaggio aumenta di fronte a complessità crescenti.

Il premium si democratizza: più di un terzo vola in classe business o prima, ottimizzando le coincidenze.

La competenza umana torna a essere decisiva.

Punti salienti
La domanda di viaggi internazionali raggiunge livelli record in Nord America.
Gli americani prevedono 2,8 viaggi all’estero in due anni; i canadesi 2,2.
Le spese USA per l’internazionale aumentano del 10%; il Canada rimane stabile.
Sicurezza e stabilità politica ora prevalgono sul costo nelle scelte di destinazione.
34% degli americani hanno modificato i loro piani a causa di questioni di tariffe; 26% hanno annullato un viaggio.
I canadesi sono 23% meno propensi a visitare gli Stati Uniti in tre anni.
L’interesse per le crociere aumenta di 12 punti (US 78%, CA 61%), oltre i pubblici tradizionali.
I giovani spingono per itinerari avventurosi verso Africa e Asia; Europa e Caraibi rimangono forti tra i senior.
Il bleisure diventa standard: 88% degli americani e 78% dei canadesi prolungano i loro viaggi di lavoro per svago.
Ritorno dei consulenti di viaggio: 66% degli americani considerano di ricorrere a loro (rispetto al 49% in precedenza), sostenuti dai Millennials e dalle famiglie multigenerazionali.
Il premium si democratizza: 34% dei viaggiatori USA volano in business/first (25% entro il 2024).
8 su 10 accettano una coincidenza per ottenere migliori offerte.
Campione: indagine di luglio 2025, 2 064 adulti USA/Canada, viaggiatori internazionali recenti; circa 50% con redditi > 100 000 $, 7% > 250 000 $.
Fonte: studio MMGY “Ritratto 2025” sui viaggiatori internazionali americani e canadesi.

Numeri chiave e traiettorie di spesa

I viaggiatori americani prevedono in media 2,8 soggiorni internazionali in due anni, i canadesi 2,2. Le spese previste aumentano del 10% per gli americani, mentre il livello canadese rimane stabile. Le aspettative si spostano verso la personalizzazione, l’autenticità locale e la sicurezza, con la volontà di ottimizzare ogni giorno di ferie.

La domanda supera una soglia senza precedenti.

Sicurezza e politica, nuovi arbitri delle scelte

La stabilità politica e la sicurezza superano ora il costo nell’arbitraggio delle destinazioni. Un terzo degli americani modifica i propri piani a causa delle tariffe doganali, e il 26% annulla completamente il proprio viaggio. I canadesi mostrano un interesse del 23% in meno per gli Stati Uniti, segnalando un cambiamento transfrontaliero. Gli effetti delle politiche pubbliche, come le nuove tassazioni, ricordano l’influenza della fiscalità, illustrata dalla tassa sui viaggi in Tanzania.

La sicurezza riorganizza il panorama delle destinazioni.

Crociere, dal segmento di nicchia al mainstream

L’ocean cruising raggiunge un traguardo con un aumento di 12 punti di interesse, raggiungendo il 78% tra gli americani e il 61% tra i canadesi. I giovani viaggiatori privilegiano itinerari avventurosi in Africa e in Asia, mentre i più anziani preferiscono Europa e Caraibi. Offerte originali in Asia, comprese percorsi culturali insoliti, alimentano questa dinamica di rinnovamento.

Gli operatori turistici adeguano i loro portafogli e rafforzano i loro cataloghi per attrarre queste clientela intergenerazionali, con un focus sull’imbarco semplificato, le escursioni locali guidate e la gestione del tempo trascorso a bordo.

Bleisure e nuove aspettative dei professionisti

Il bleisure diventa norma: l’88% degli americani e il 78% dei canadesi prolungano i loro viaggi di lavoro per svago. Le destinazioni, gli hotel e i tour operator guadagnano rilevanza offrendo spazi di lavoro performanti, una connettività impeccabile e esperienze locali condensate. La ricerca di un ritmo più sobrio si esprime anche attraverso scelte meditate, come le orientamenti descritte in questo articolo su Seattle e i viaggi sobri.

Ritorno in auge dei consulenti di viaggio

I consulenti di viaggio stanno riguadagnando terreno: il 66% degli americani considera di ricorrere a loro nei prossimi due anni, rispetto al 49% in precedenza. I Millennials guidano questo rimbalzo, cercando supporto logistico per viaggi multigenerazionali complessi, con prenotazioni ottimizzate e esperienze verificate. Le aspettative in termini di autenticità diventano più precise, come dimostrano le ispirazioni sul campo che combinano birra, escursioni e viaggi.

Il valore percepito della competenza umana cresce con l’aumentare della complessità.

Premiumizzazione strategica e arbitraggio tariffario

Più di un terzo dei viaggiatori americani vola ora in classe business o in prima, rispetto al 25% dello scorso anno. Otto su dieci accettano coincidenze per ottenere una tariffa migliore, ragionando in gestione attenta del budget rispetto al comfort. L’obiettivo è massimizzare il tempo utile mantenendo la qualità dell’esperienza.

Il premium diventa una scelta consapevole.

Personalizzazione, ancoraggio locale e valore percepito

La ricerca di personalizzazione è accompagnata da un’esigenza di ancoraggio locale e di narrazione robusta. I viaggiatori richiedono incontri autentici, circuiti più brevi ma più intensi, e una mediazione culturale consapevole. Iniziative editoriali e programmatiche, come cataloghi rivisitati o concetti di esperienze singolari, riflettono questa evoluzione tangibile della domanda.

Metodologia e portata dello studio

L’indagine, condotta a luglio 2025, si basa su 2.064 adulti americani e canadesi che hanno viaggiato al di fuori del Nord America o dei Caraibi negli ultimi tre anni e prevedono una nuova partenza oltre queste aree nei prossimi dodici mesi. Circa la metà supera i 100.000 dollari di reddito annuale, e il 7% supera i 250.000 dollari, fornendo una lettura dettagliata dei comportamenti d’acquisto ad alta valore. I risultati, raccolti nel Ritratto 2025, sono accessibili tramite una piattaforma di ricerca alimentata dall’IA, dedicata ai decisori del turismo.

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