La biennale del 9° arte: un’immersione artistica attraverso la collezione Louis Vuitton dei libri di viaggio

IN BREVE

  • Panorama: la Biennale del 9° art propone un’immersione nella collezione Louis Vuitton Travel Book.
  • Approccio: ogni artista trasforma il luogo in una pagina bianca, mescolando punti di vista narrativi, teneri, pittoreschi o satirici.
  • Focus: incontro Brecht Evens × Michael Woolworth (2015) attorno al Travel Book Paris, stampe limitate a 30 esemplari, firmate e numerate.
  • Contrappunto: esposizione Brecht Evens. Il Rifugio della Medusa al Musée Thomas Henry a partire dal 21 giugno.
  • Messa in luce: « Viaggi disegnati » presenta delle litografie realizzate dall’atelier Michael Woolworth.
  • Artisti ospiti: ATAK (Indonesia), Laurent Cilluffo (Amsterdam), Marc Desgrandchamps (Barcellona), Blaise Drummond (Artico), Icinori (Seul), Otobong Nkanga (Shanghai), Liu Xiaodong (Sud Africa).
  • Opere in prestito: 22 originali in tecniche grafiche miste, in risonanza con 7 litografie stampate in 30 esemplari (2015–2024).
  • Evoluzione stilistica: appropriazione dei processi di stampa d’arte da parte di Evens per arricchire il suo vocabolario grafico.

Invito al viaggio e alla scoperta delle tecniche di stampa d’arte, la Biennale del 9° art propone un’immersione nella collezione Louis Vuitton Travel Book, dove rare litografie e opere originali dialogano con l’immaginario del diario di viaggio. Sostenuta dalla complicità tra l’illustratore Brecht Evens e l’atelier del maestro stampatore Michael Woolworth, questa messa in scena riunisce artisti provenienti da orizzonti diversi e da destinazioni contrastanti, da Seul a Barcellona, dal Shanghai contemporaneo all’Artico essenziale. In eco all’esposizione Brecht Evens. Il Rifugio della Medusa al Musée Thomas Henry, il percorso svela delle stampe limitate, firmate e numerate, e ventidue pezzi originali a tecniche miste, invitando il pubblico a diventare viaggiatore di sguardi, colori e racconti.

Questo incontro del disegno contemporaneo fa dello spazio espositivo una vera e propria pagina bianca, trasformata da sguardi che addomesticano l’ignoto come si apre un diario nel primo giorno di un viaggio. Qui, la sorpresa precede il tratto, i punti di vista diventano storie visive — talvolta narrative, tenere o pittoresche, a volte sottilmente satiriche — e la litografia funge da ponte tra l’ardore dello schizzo e la nobiltà di un sapere artigianale. La Biennale del 9° art abbraccia lo spirito del Travel Book di Louis Vuitton: offrire agli artisti l’opportunità di esplorare una città, un territorio, un’atmosfera, e di riportare immagini che non descrivono solo un luogo, ma ne condensano la sensibilità.

La biennale del 9° art: un’immersione artistica attraverso la collezione Louis Vuitton dei libri di viaggio – spirito e percorso

Il percorso si apre sull’idea del movimento come motore creativo. Ogni artista si avventura in un mondo che non gli appartiene di per sé, si orienta per istinto e, facendo ciò, rivela una parte sepolta. Il decor non è più un semplice cornice: diventa un racconto, un motivo, uno specchio. L’esposizione fa così circolare il visitatore tra paesaggi urbani pieni di vita, orizzonti lontani e scene quotidiane che oscillano tra osservazione minuziosa e sogno grafico. In filigrana, un unico gesto: posare uno sguardo, poi lasciare che la mano restituisca l’incanto.

La biennale del 9° art: un’immersione artistica attraverso la collezione Louis Vuitton dei libri di viaggio – Brecht Evens e l’atelier Michael Woolworth

Il filo di questa avventura si ancre nella un incontro decisivo. Nel 2015, Brecht Evens si unisce all’atelier di Michael Woolworth per un incarico legato a un Travel Book dedicato a Parigi. Da questo scambio nasce una serie di litografie in edizione limitata a 30 esemplari, tutte firmate e numerate. Oltre all’incarico, si instaura una complicità: l’illustratore fiammingo si appropria poco a poco delle sottigliezze della stampa d’arte — strati di colore, trasparenze, riserva del bianco, morbidezza della carta — che infondono al suo stile una nuova profondità.

Questa relazione feconda risuona oggi con l’esposizione Brecht Evens. Il Rifugio della Medusa, presentata al Musée Thomas Henry a partire dal 21 giugno, e il suo contrappunto, Viaggi disegnati. La collezione Louis Vuitton Travel Book. Il dialogo tra opere originali e stampe d’atelier lì assume tutta la sua dimensione, facendo emergere la materia stessa del disegno e le sfumature del gesto stampato.

La biennale del 9° art: un’immersione artistica attraverso la collezione Louis Vuitton dei libri di viaggio – una mappatura di artisti

La geografia dell’esposizione abbraccia la diversità delle firme che hanno collaborato con l’atelier della Bastille. Si rispondono così le visioni di ATAK (Indonesia), di Laurent Cilluffo (Amsterdam), di Marc Desgrandchamps (Barcellona), di Blaise Drummond (Artico), di Icinori (Seul), di Otobong Nkanga (Shanghai) e di Liu Xiaodong (Sud Africa). Ogni contributo inventa una meteorologia visiva propria: cromie sature, vibrazioni di grigi, piani calmi o linee vibranti. Questo patchwork di sensibilità compone una mappatura sensibile dove le città diventano voci, i paesaggi caratteri e gli itinerari frasi disegnate.

In questa polifonia, l’idea del viaggio è meno un movimento che un modo di abitare il mondo attraverso l’immagine. Le opere non si limitano a illustrare le destinazioni; le reimmaginano, come se l’occhio riscrivesse la mappa a ogni passo. I panorami si stringono in dettagli, i dettagli si aprono in panorami: la scala dello sguardo, come l’umore del viaggiatore, varia a seconda del momento.

La biennale del 9° art: un’immersione artistica attraverso la collezione Louis Vuitton dei libri di viaggio – tecniche, stampe e rarità

La maison Louis Vuitton ha affidato al museo ventidue opere originali a tecniche grafiche miste, messe in eco con sette litografie stampate in 30 esemplari tra 2015 e 2024, ciascuna firmata e numerata. L’insieme sottolinea l’esigenza di un lavoro in cui ogni sfumatura, la densità di un inchiostro o il respiro di un bianco partecipano al senso. Al centro di questo dispositivo, l’atelier di Michael Woolworth — maestro stampatore ancorato alla Bastille — dispiega il suo sapere fare: preparazione delle pietre, sequenziamento dei passaggi, aggiustamento dei registri, scelta delle carte. Il risultato offre quella presenza tattile propria della litografia, che conferisce alle immagini una grana, un calore, una profondità difficilmente riproducibili altrimenti.

La nozione di stampa limitata aggiunge alla contemplazione una tensione di rarità. Tenere tra le mani — o semplicemente avvicinarsi — un foglio dove l’inchiostro ha morso la carta è sentire la materialità del tempo del gesto. Queste prove, perché esistenti in numero limitato, portano la memoria di un processo e la singolarità della sua ripetizione controllata.

La biennale del 9° art: un’immersione artistica attraverso la collezione Louis Vuitton dei libri di viaggio – dialoghi, destinazioni e ispirazioni

Il progetto si nutre anche di risonanze con altri orizzonti culturali. Sull’esempio dei quaderni che celebrano città d’acqua e di pietra, la tentazione di percorrere Venezia si impone: scegliere il periodo migliore per soggiornarvi cambia il clima dello sguardo, i colori della laguna e la densità dei vicoli. E poiché un diario di viaggio si scrive anche a favore di una sosta, esplorare i locali a Venezia partecipa all’esperienza, come si seleziona una carta o un inchiostro per rivelare un’atmosfera.

Dalla città-mondo ai saperi locali, l’occhio può deviare verso un villaggio di ceramica rinomato, dove l’argilla sposa il fuoco e i gesti vengono trasmessi, richiamando la pazienza della litografo di fronte alla sua pietra. All’opposto delle metropoli, altri quaderni evocano la potenza dei siti originari: le gole francesi custodiscono testimonianze di arte risalente a 36.000 anni, la cui forza tellurica e la semplicità dei tratti risuonano, per contrasto, con gli strati colorati delle opere contemporanee.

Infine, il gusto del percorso può prolungarsi al ritmo degli eventi che scandiscono l’anno. I festival culturali da non perdere diventano altrettante occasioni per sperimentare altre scene, altri pubblici, altri formati, prolungando il gesto del Travel Book nella città, nella sala, per strada.

La biennale del 9° art: un’immersione artistica attraverso la collezione Louis Vuitton dei libri di viaggio – al centro degli sguardi

Nel corso delle sale, il visitatore diventa lettore, poi viaggiatore. Le composizioni lo avvolgono come piazze affollate o paesaggi silenziosi; i colori si avvicinano, si allontanano, si spengono, si risvegliano. Lo spazio espositivo si trasforma in un atelier immaginario, dove ogni foglio potrebbe essere il primo foglietto di un diario futuro. Le sfumature della narrazione — narrativa, teneri, pittoresche, a volte satiriche — aprono delle soglie, invitando a varcare confini sensibili più che geografici. L’impronta lasciata da queste litografie e da queste opere originali non è solo visiva: è anche tattile, quasi sonora, come un foglio che si gira, una pietra che si inchiostra, un soffio che passa sulla superficie della carta.

Aventurier Globetrotteur
Aventurier Globetrotteur
Articoli: 71873