Il Sindaco di Lacanau mette in luce il « millefeuille » turistico della Gironda

IN BREVE

  • À Lacanau, il sindaco Laurent Peyrondet (presidente dell’OTI Médoc Atlantique) critica il « millefoglie » istituzionale e mette in discussione l’utilità di Gironde Tourisme.
  • Propone un ufficio unico del Médoc (litorale + vitigni) con la Regione come partner centrale per maggiore visibilità e coerenza.
  • Vigida critica sulla tassa aggiuntiva dipartimentale (TAD) al 10 % della tassa di soggiorno: tra 300.000 e 400.000 € all’anno prelevati senza ricadute locali percepite, secondo l’elettore.
  • Peso dell’OTI: 4,5 M€ di budget (per l’80 % tramite la tassa di soggiorno) e circa 60 stagionali in estate.
  • Replica di Karine Desmoulin: Gironde Tourisme agisce soprattutto come ingegneria (accompagnamento, qualificazione, osservazione) con priorità per le aree meno attrattive.
  • Azioni sulla costa medocaina: 9 Turismo & Disabilità, 40 Accoglienza in Bici, 219 Vigneti & Scoperte; mezzi in calo (piano d’azione da circa 500 k€ nel 2021 a 250 k€ nel 2025, ~20 dipendenti).
  • Quadro legale: legge NOTRe, turismo in competenza condivisa; la Regione è “capofila”, l’impegno del Dipartimento resta facoltativo.
  • Finanze 2024: la TAD ha generato 1,89 M€ per un budget turistico di 2,18 M€; l’agenzia riceve un sussidio, il resto finanzia altre azioni dipartimentali.
  • Altra tensione: cessazione del finanziamento dei piani spiaggia, ora a carico di comuni e intercomunalità.
  • Questione politica: faccia a faccia MoDem / PS, tra ambizioni locali e vincoli di bilancio, rivelando un livello dipartimentale preso tra Regione e intercomunalità.

Al centro della stagione turistica, il sindaco di Lacanau, Laurent Peyrondet, ha riacceso il dibattito sul « millefoglie » istituzionale in Gironde. Colpendo l’agenzia dipartimentale Gironde Tourisme, ritenuta ridondante e poco visibile sulla costa, egli sostiene un’organizzazione semplificata, incentrata sulla Regione e le intercomunalità. La presidente dell’agenzia, Karine Desmoulin, difende al contrario una missione di ingegneria orientata alla solidarietà territoriale e all’innalzamento della qualità dell’offerta. Dietro la durezza degli scambi, si giocano la ripartizione della tassa di soggiorno e della tassa aggiuntiva dipartimentale, l’applicazione della legge NOTRe e l’equilibrio tra un litorale potente e l’entroterra meno dotato.

L’uscita di Laurent Peyrondet interviene durante il bilancio di stagione dell’OTI Médoc Atlantique, che copre un insieme che va da Lacanau a Verdon-sur-Mer. Per l’elettore, l’accumulo di organismi – comuni, intercomunalità, Dipartimento, Regione – diluisce le responsabilità, raddoppia le azioni di comunicazione e confonde la visibilità della destinazione. Egli mette in evidenza una configurazione più compatta: un solo ufficio a livello del Médoc, appoggiato direttamente dalla Regione, per chiarire la gestione e aumentare la forza d’impatto sui mercati.

Il messaggio è diretto: il turismo, secondo lui, non è una competenza prioritaria del Dipartimento. Egli stima che quest’ultimo dovrebbe concentrare le proprie risorse sulle missioni obbligatorie, mentre la promozione e lo sviluppo turistico sarebbero meglio orchestrati dalla Regione, dalle intercomunalità e dai comuni. Sulla costa, egli sottolinea una presenza che ritiene troppo discreta di Gironde Tourisme, per mancanza di “azioni concrete” sufficientemente visibili.

Un accumulo di attori al centro delle critiche

La linea argomentativa si basa sull’efficacia operativa. Con un budget di circa 4,5 milioni di euro, finanziato per quasi 80 % dalla tassa di soggiorno, e una sessantina di stagionali in estate, l’OTI Médoc Atlantique pesa già notevolmente nell’ecosistema girondino, mentre numerosi uffici vicini operano con bilanci più modesti. Da qui l’idea di unire litorale e vitigni sotto un’unica bandiera, per accumulare notorietà, diversificare le entrate e semplificare il percorso dei visitatori.

La pressione fiscale locale al centro del dibattito

Il finanziamento alimenta l’irritazione. La tassa aggiuntiva dipartimentale (un prelievo del 10 % sulla tassa di soggiorno) rappresenta, a livello dell’intercomunalità Médoc Atlantique, un flusso annuale dell’ordine di 300.000 a 400.000 €. Tuttavia, sul campo, gli eletti costieri dicono di percepirne pochi ritorni diretti. A livello del Dipartimento, questo prelievo ha fruttato nel 2024 circa 1,89 M€, per un budget turistico globale vicino a 2,18 M€. Solo una parte di questo bilancio torna all’agenzia Gironde Tourisme, il resto finanzia altre azioni guidate dalla collettività.

Il Sindaco di Lacanau mette in luce il « millefoglie » turistico della Gironde: la risposta di Gironde Tourisme

Di fronte alle critiche, Karine Desmoulin, presidente di Gironde Tourisme e sindaco di Teich, ricorda che l’agenzia non è innanzitutto uno strumento di promozione, ma un braccio di ingegneria. Le sue missioni riguardano l’accompagnamento dei progetti, la qualificazione dell’offerta e l’osservazione dei mercati, con priorità per i territori meno attrattivi o meno dotati rispetto alle grandi località oceaniche. Questa logica di solidarietà territoriale mira a correggere squilibri strutturali, rafforzando l’entroterra e le destinazioni emergenti.

Sulla costa medocaina, la presidente ricorda delle azioni tangibili: fornitori certificati Turismo & Disabilità, strutture Accoglienza in Bici, e attori enoturistici integrati nella rete Vigneti & Scoperte. Tuttavia, sottolinea la contrazione dei mezzi: un piano d’azione passato da circa 500.000 € nel 2021 a quasi 250.000 € attesi nel 2025, per un team di una ventina di collaboratori. La traiettoria di bilancio, dice in sostanza, ha raggiunto un pavimento difficilmente comprimibile.

Il paradosso dei finanziamenti rimpianti

In questo faccia a faccia, emerge un paradosso: qualificare l’agenzia come inutile mentre si deplora la diminuzione dei suoi contributi finanziari. La presidente mette in guardia contro una visione strettamente promozionale del turismo, a rischio di dimenticare la struttura discreta ma essenziale che sono i dati, il progressso qualitativo e la diffusione delle buone pratiche, in particolare in materia di accessibilità e mobilità dolce.

Il Sindaco di Lacanau mette in luce il « millefoglie » turistico della Gironde: cosa dice la legge?

Dal legge NOTRe (2015), il turismo è una competenza condivisa. La Regione, “capofila”, definisce una strategia alla quale Dipartimenti, intercomunalità e comuni sono invitati a sostenersi. Per i Dipartimenti, l’intervento non è obbligatorio: possono decidere di agire – orientando il loro budget verso azioni mirate e agenzie d’ingegneria – o di concentrarsi sui loro ambiti obbligatori (sociale, scuole medie, strade). È in questo spazio di interpretazione che nasce la frizione: quale valore aggiunto porta concretamente il livello dipartimentale a destinazioni costiere già potenti?

Il meccanismo finanziario aggiunge complessità: la tassa aggiuntiva dipartimentale alimenta esclusivamente il budget turistico del Dipartimento, ma quest’ultimo irrorano linee variegate, compresa una sovvenzione a Gironde Tourisme. In tempi di vincoli, l’arbitraggio tra ingegneria, promozione, infrastrutture di accoglienza e sicurezza è più delicato che mai.

Piani spiagge: un angolo morto diventato punto di tensione

Altro tema sensibile: il ritiro del Dipartimento dal finanziamento dei piani spiagge, ora assunto da comuni e intercomunalità. Questi interventi, concepiti per organizzare un’accoglienza sicura su un dato perimetro costiero (accesso, segnaletica, soccorsi, compatibilità con l’uso balneare), pesano significativamente sui bilanci locali. Per gli edili della costa, il carico trasferito si aggiunge a un ambiente di bilancio già sotto tensione.

Il Sindaco di Lacanau mette in luce il « millefoglie » turistico della Gironde: questioni politiche e territoriali

Il confronto assume una dimensione politica. Laurent Peyrondet, eletto MoDem e presidente di un ufficio intercomunale molto strutturato, si scontra con Karine Desmoulin, sindaco socialista e capo di un’agenzia dipartimentale con mezzi vincolati. Riflette anche un rapporto di forza territoriale: un litorale dinamico, ad alta affluenza, di fronte a spazi meno dotati che contano sul livello dipartimentale per svilupparsi. Tra Regione stratega e intercomunalità operative, il Dipartimento cerca il proprio giusto posto.

In un contesto nazionale dove si cerca di risparmiare, ogni euro di tassa di soggiorno e di TAD diventa un argomento di arbitraggio. La questione posta è meno quella dell’esistenza di un livello che quella del suo valore aggiunto: dove agisce meglio? In quali territori? Con quali indicatori di risultato?

Verso un’unica bandiera medocaina?

Tra le piste avanzate, l’idea di un ufficio unico del Médoc – che unisce litorale e vitigni – affascina per la sua promessa di visibilità e mutualizzazione. Una tale bandiera potrebbe rafforzare la coerenza della destinazione, articolare le stagioni (balneare, enoturistica, natura, bici) e levigare l’attività oltre i picchi estivi. Presuppone però una governance chiara, obiettivi condivisi e un’articolazione fine con la strategia regionale.

Confrontare per decidere meglio: altri territori sotto la lente

Altrove, alcuni territori testano percorsi complementari. Sulla costa bretone, la riflessione riguarda una strategia di litorale unificata, mixando attrattività e preservazione. Da Avignon, l'”inizio” turistico si accompagna a una gestione fine della fruizione culturale. Albi presenta un racconto patrimoniale federatore, mentre le Valli del Clain cercano l’equilibrio tra natura, dolce vita e itinerari dolci. Anche la nicchia del turismo sportivo conferma l’interesse per puntamenti mirati, capaci di allungare la stagione e radicare ritorni locali.

Ingegneria, osservazione, qualità: pilastri spesso invisibili

Oltre ai manifesti e alle campagne, l’osservazione dei flussi, l’adeguamento degli standard, l’accessibilità e la mobilità plasmano durabilmente la competitività di una destinazione. I riconoscimenti come Turismo & Disabilità o Accoglienza in Bici, e le reti come Vigneti & Scoperte, partecipano a questo innalzamento qualitativo. La questione non è quindi solo “chi parla più forte?”, ma “chi attrezza meglio il territorio per accogliere, orientare e fidelizzare?”

Il Sindaco di Lacanau mette in luce il « millefoglie » turistico della Gironde: cosa rivelano i numeri

I dati riassumono l’equazione: un OTI Médoc Atlantique robusto (4,5 M€ di budget, 80 % provenienti dalla tassa di soggiorno, circa 60 stagionali), un Dipartimento con budget turistico controllato (2,18 M€), una TAD che genera 1,89 M€ ma non ritorna integralmente all’agenzia dipartimentale, e piani spiagge ora a carico delle collettività locali. A questo si aggiunge la diminuzione del piano d’azione di Gironde Tourisme (da ~500.000 € a ~250.000 €), che riduce la capacità di intervento sul territorio.

Per il visitatore, questi dibattiti sono invisibili. Ma determinano la qualità dell’accoglienza, la chiarezza dell’offerta e la coerenza dei messaggi. Per gli attori, tracciano la linea di demarcazione tra ciò che riguarda il marketing immediato e ciò che richiede un lavoro di pianificazione e di ingegneria a lungo termine.

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