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IN BREVE
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Il viaggio d’affari avanza, ma a passi misurati. Ricostruito sui suoi fondamentali dopo la crisi, accumula progressi tangibili — digitalizzazione, personalizzazione, crescita della CSR, sviluppo dell’NDC e del multisourcing — e regressi persistenti, tra pressioni budgetarie, inerzie culturali e adozione incompleta delle nuove mobilità. In occasione di un tavolo rotondo all’IFTM Top Resa 2025, gli attori hanno tracciato un quadro contrastato: traffico aereo ancora inferiore al 2019, promesse dell’elettrico parzialmente differite, ma accelerazione attesa grazie all’IA, alla fatturazione elettronica e al reporting extra-finanziario. Al centro del dibattito, una questione di maturità: reinserire il viaggio in una logica di creazione di valore, oltre il solo prezzo.
Dopo la crisi, un settore ricostruito sui suoi fondamentali
La rottura annunciata durante la crisi sanitaria — meno spostamenti, più virtuale — si è trasformata in una ricomposizione più sfumata. Cinque anni dopo, il business travel si è rimesso in moto consolidando le sue basi: strumenti modernizzati, percorsi viaggiatore più flessibili, servizi meglio personalizzati e integrazione sistematica dei criteri CSR nella relazione cliente-fornitore. Durante il tavolo rotondo condotto da Marie Allantaz all’IFTM Top Resa 2025, dirigenti e tecnologi hanno convergente: se il settore ha ritrovato uno “spirito di rinascita”, il traffico aereo rimane sotto il 2019 e il passaggio all’elettromobilità negli usi professionali rimane disomogeneo, nonostante tariffe sempre più allineate a quelle tradizionali. Diverse analisi evidenziano un rimbalzo atteso per il 2026, ma ancora dipendente dalle decisioni economiche e dalle politiche di spostamento.
Distribuzione: NDC e multisourcing cambiano le carte in tavola
La catena di distribuzione si è trasformata a fondo. L’ascensione dell’NDC e del multisourcing ridisegna l’accesso ai contenuti aerei e alberghieri, favorendo un’offerta più ricca, dinamica e politiche di prezzo e servizi più segmentate. Questa mutazione, sostenuta dalle piattaforme tecnologiche e dai TMC, va di pari passo con l’emergere di nuove innovazioni nel viaggio d’affari: dati in tempo reale, motori di ottimizzazione, integrazione dei criteri CO₂ e regole di conformità al centro del percorso di prenotazione.
Discorsi trasformati, pratiche che resistono
Le grandi tendenze sembrano indiscutibili — CSR, digitale, IA, multimodalità — ma la loro attuazione incontra ancora realtà molto concrete. In un contesto di vincoli, il prezzo rimane il criterio determinante, in particolare durante gli appalti a maggiore predominanza tariffaria che possono schiacciare il valore del servizio. Il settore privato cerca maggiormente un equilibrio tra costi, qualità tecnologica e supporto umano, ma questa ambizione si confronta con il corto termine budgetario e la necessità di dimostrare guadagni rapidi.
Adoptione da parte dei collaboratori: un freno sottovalutato
Il successo di una politica di spostamenti non si gioca solo negli strumenti. Dal lato degli usi, l’elettrico rimane insufficientemente adottato nel noleggio nonostante una competitività crescente, le riunioni in presenza riconquistano terreno per sancire decisioni commerciali, e persistono riflessi di prima della crisi sui percorsi brevi. Tutti segnali che la trasformazione richiede pedagogia, incentivi e una chiara dimostrazione dei benefici per il viaggiatore. In questo contesto, ricordare il valore degli incontri professionali e il loro impatto sulla performance commerciale aiuta a orientare le decisioni.
Arbitraggi complessi tra le parti interessate
La finanza privilegia la conformità e il controllo dei costi, la CSR punta alla riduzione dell’impronta, gli acquisti negoziano il prezzo, mentre i viaggiatori si aspettano comfort e fluidità. Questa pluralità di obiettivi crea un gioco d’equilibri delicato, rallentando talvolta le decisioni e la diffusione delle buone pratiche. I periodi di tensione — contrassegnati da perdite nelle vendite in alcune verticali — rafforzano ulteriormente l’attenzione rivolta ai risparmi immediati, a scapito di una visione a lungo termine.
Il ruolo crescente del digitale e dell’IA
Le promesse dell’IA diventano leve concrete di efficienza. Gli attori tecnologici parlano fino al 30% di guadagni di produttività grazie all’automazione delle attività di ricerca, controllo e servizio post-vendita. Domani, i motori di supporto alla decisione ottimizzeranno in tempo reale i compromessi tra prezzo, CO₂, comfort e sicurezza, affinando al contempo la personalizzazione. Parallelamente, il tasso di adozione online continua a progredire, mentre la qualità dell’offline — relazione umana, consulenza esperta, supporto in situazioni eccezionali — diventa chiaramente differenziante. In questo movimento, le agenzie di viaggio si prendono un passo indietro per reinventare il loro ruolo, tra orchestrazione tecnologica e servizio premium.
Online vs offline: verso un’ibridazione esigente
Le aziende privilegiano percorsi fluidi e self-service per lo standard, mentre esigono un supporto esperto per i casi sensibili: politiche complesse, rischi paese, riindirizzamenti. Quest’ibridazione richiede piattaforme aperte, una governance dei dati solida e KPI che misurano sia la soddisfazione del viaggiatore che l’impronta carbone e la performance finanziaria.
Transizione energetica e nuove mobilità
L’aumento dell’elettrico nelle flotte aziendali e la domanda di infrastrutture — stazioni di ricarica in hotel, parcheggi attrezzati — costituiscono un cantiere principale. L’adozione, più lenta del previsto, dovrebbe accelerare grazie all’effetto combinato delle norme, della pressione normativa e di un TCO meglio controllato. Le politiche di multimodalità — ferrovia prioritizzata sul corto raggio, ottimizzazione dei percorsi urbani, sistemazioni meglio posizionate — stanno guadagnando maturità, ma necessitano di strumenti di aggregazione robusti e incentivi chiari per i viaggiatori.
Un quadro normativo che accelera la trasformazione
Già dal 2026, la fatturazione elettronica standardizzerà e renderà più affidabili i flussi di dati, semplificando il raccordo contabile e migliorando la visibilità budgetaria. Atteso nel 2027, il reporting extra-finanziario renderà più trasparenti gli indicatori ESG legati agli spostamenti: CO₂ emesso, efficacia dei piani di sobrietà, qualità dei dati. Questi traguardi normativi costringono a rivedere i processi, la governance dei sistemi e la collaborazione con i fornitori, dall’aereo all’alloggio.
Verso una creazione di valore globale piuttosto che una logica di costo
Al di là di un “nuovo paradigma” proclamato, l’attuale periodo somiglia a una transizione esigente. Gli scambi dell’atelier dell’AFTM invitano a rafforzare la maturità strategica: valutare il viaggio d’affari come un investimento a servizio della vendita, dell’innovazione, della coesione e del marchio del datore di lavoro. La sfida non è solo ridurre, ma ottimizzare: scegliere gli spostamenti che creano il maggior valore, orchestrare un’esperienza responsabile e performante, e documentare i risultati con indicatori condivisi da tutte le parti interessate.